«Stiamo già verificando Se è davvero così ci scusiamo»
GROSSETO. «Al momento non ci risulta alcun problema sugli orari, ma stiamo verificando. Se c’è stato un disguido ci scusiamo», risponde Marco Simiani, presidente di Tiemme, a proposito del caos...
GROSSETO. «Al momento non ci risulta alcun problema sugli orari, ma stiamo verificando. Se c’è stato un disguido ci scusiamo», risponde Marco Simiani, presidente di Tiemme, a proposito del caos orario alle fermate dei bus. La società ha provveduto a cambiare - col nuovo calendario estivo - migliaia di paline in tutti i comuni, e non esclude che «con 2mila chilometri di strade maremmane e 4mila cartelli da sostituire vi sia stata qualche discrepanza, che avremo cura di sanare. Abbiamo già dato mandato ai nostri uffici, che sistematicamente lavorano sul campo e adeguano i cartelli di verificare se tutto è a posto». Per il resto, spiega lui, «siamo anche soddisfatti. Perché nonostante i 500mila chilometri “razionalizzati” nel 2012 crediamo che la Provincia abbia fatto un buon lavoro; tant’è che dall’inizio dell’anno abbiamo incrementato un 5% dei nostri biglietti».
Non sono soddisfatte invece le organizzazioni sindacali dei trasporti della Cgil, Cisl e Uil, che protestano nei confronti del comportamento della direzione Tiemme. «Durante la trattativa in atto per l'armonizzazione delle normative esistenti nelle quattro realtà confluite in Tiemme Spa - spiegano - l’azienda vincola date per il termine dei lavori. Come se l'unica soluzione all'abbattimento dei costi nell'Impresa sia quella di rivedere gli accordi aziendali esistenti e aggravare ulteriormente le già pesanti condizioni di lavoro. A questonon possiamo che rispondere con fermezza e contrarietà: vogliamo far sapere che in questa realtà lavorativa i dirigenti e i quadri si sono concessi ingenti compensi come premi di risultato legati a obiettivi di facile raggiungimento, non preoccupandosi della situazione generale che sta attraversando il settore. Chiediamo loro che, da persone responsabili come si dichiarano, si riducano i propri compensi del 30% almeno per i prossimi 3 anni». (el. gi)
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