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I sindacati contro Monti
«Occhio a tagliare nella pubblica amministrazione»
GROSSETO. «No ad atti unilaterali del Governo, no ai tagli lineari che guardano solo ai costi della pubblica amministrazione e non al bisogno di servizi dei cittadini». Cgil, Cisl e Uil si mobilitano e organizzano, per oggi e domani cinque assemblee territoriali dei lavoratori del pubblico impiego. Le organizzazioni sindacali della pubblica amministrazione di Cgil, Cisl e Uil danno il via, dunque, a una prima giornata di mobilitazione contro il governo Monti. L'obiettivo è costringere l'esecutivo a fermarsi nel percorso intrapreso di revisione della spesa pubblica che rischia – dicono i tre segretari provinciali Monica Pagni (Funzione Pubblica Cgil), Cesare Nigrelli (Cisl Fpl) e Sergio Sacchetti (Uil Pa), di vanificare l'intesa del 3 maggio scorso tra governo e sindacati. Due ore di assemblea, dunque, che dovrebbero coinvolgere i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sia locali che statali, a eccezione dei comparti sanità e scuola che avevano bisogno di un preavviso più lungo. Le assemblee si terranno per aree territoriali: a Grosseto, in sala Pegaso, dalle 8 alle 10, al Puntone di Scarlino, nella sala Auser, alla stessa ora, per i lavoratori pubblici della zona nord, nella sala consiliare del Comune di Arcidosso, sempre dalle 8 alle 10, per i lavoratori del territorio dell'Amiata e nella sala riunioni dell'Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, a Pitigliano, dalle 11 alle 13 per i lavoratori dell'area dei Comuni di Pitigliano, Sorano e Manciano. Per quanto riguarda la zona sud, invece, l'assemblea non si terrà oggi, ma domani, dalle 8 alle 10, nella sala del Frontone. Il timore, espresso dai segretari provinciali di categoria del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil è che il Governo proceda per atti unilaterali, con tagli lineari che non sono attenti né ai bisogni dei cittadini né alle esigenze dei lavoratori del settore pubblico. «Anche noi vogliamo una riorganizzazione – ha spiegato Monica Pagni della Cgil – ma che parta dai bisogni di servizio dei cittadini e non si riduca solo a una serie di tagli ai costi, quasi avvalorando l'idea che tutti i mali del Paese derivino dalla pubblica amministrazione».
Enrico Pizzi
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