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Addio politica Rolando Di Vincenzo dà le dimissioni
L’aveva annunciato e lo ha fatto: l’ex sindaco abbandona i banchi del consiglio dopo una carriera lunga 50 anni
ORBETELLO. L'aveva detto: «Votato il bilancio in consiglio comunale darò le mie dimissioni». E così - lapidario e senza troppe spiegazioni - ha fatto ieri mattina Rolando Di Vincenzo, capogruppo di opposizione e colonna portante del centrodestra orbetellano da lungo tempo. Una carriera politica iniziato negli anni ’60 quando, giovanissimo, si schierò nelle fila dell'allora Msi (movimento sociale Italiano) per contrastare l'avanzata della sinistra, contraddistinta da figure di spicco come Wongher e Minucci. Nel 1997 era diventato sindaco per la prima volta, con una vittoria del 58%, mentre nel 2001 ricevette il consenso più alto della storia del comune lagunare con il 61% dei voti. Consigliere alle ultime elezioni provinciali, nel 2009 è stato commissario provinciale di An. cui ha aderito nel 1995, e segretario amministrativo nel coordinamento regionale della stesso partito. Infine, ricoperto il ruolo di “soggetto attuatore” nel commissariamento alla laguna di Orbetello, è diventato commissario nel 2003, funzione ricoperta ancor oggi, fino al prossimo 30 giugno. «Un uomo di parola e un politico d'esperienza», lo definisce il presidente del consiglio comunale, Mario Chiavetta il quale, commentando con dispiacere la notizia, darà comunicazione della sua sostituzione in sede del prossimo consiglio. A subentrare al veterano, come primo consigliere dei non eletti, sarà la giovane albiniese Chiara Piccini, avvocato.
Non si esime da commenti il suo più stretto pupillo, Andrea Casamenti, politicamente cresciuto a braccetto col fortunato percorso “rolandiano”. «A livello caratteriale ci siamo spesso scontrati - dice l’avvocato di Oltre il Polo - ma è stato per me, come per altri rappresentanti, un padre politico e non posso che parlarne bene». Casamenti descrive il suo “mentore” come un uomo pragmatico, «una persona concreta che ha sempre fatto poche chiacchere e molti fatti. Uno che, con il suo modo di fare a volte un po' rude, è riuscito a far rialzare un comune in macerie reduce dalla giunta Minucci. Sono sicuro che, nonostante le dimissioni, sarà un punto di riferimento e non mancheremo di confrontarci ancora con lui».
Insomma, “derolandizzare Orbetello” è stata la parola d'ordine per la campagna elettorale dei nuovi insediati. E chissà che adesso, formalmente presentate le dimissioni, la giunta di centro sinistra non cominci a sentire la mancanza di Di Vincenzo. Il quale, tra le altre cose, è ancora commissario delegato al risanamento ambientale della laguna di Orbetello, ente entrato in funzione nel 1993 con il sindaco Minucci. Questo organismo, nato sotto la diretta competenza della presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla prima nomina del Prefetto di Grosseto, ha visto avvicendarsi figure come presidenti regionali e provinciali, per poi affidare la responsabilità al sindaco del comune di competenza, Orbetello appunto. Il 30 giugno scadrà l'ultima proroga per la gestione della fase straordinaria, e dunque anche il mandato all'ex sindaco. Sul futuro dell'ente e sulla sostituzione dell'attuale responsabile con altra figura politico-amministrativa, però, c’è ancora incertezza. Per il passaggio alla gestione ordinaria, nulla di definito è stato annunciato dal Governo.
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