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Dà fuoco alle auto per non pagare il deposito del furgone

Dà fuoco alle auto per non pagare il deposito del furgone

GAVORRANO. Il furgone glielo avevano sequestrato i carabinieri di Massa Marittima qualche giorno prima. E a lui, probabilmente, di pagare le spese di deposito, non voleva sentirne parlare. Così ha...

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GAVORRANO. Il furgone glielo avevano sequestrato i carabinieri di Massa Marittima qualche giorno prima. E a lui, probabilmente, di pagare le spese di deposito, non voleva sentirne parlare. Così ha deciso di appiccare le fiamme al Ducato, senza considerare che qualcuno, in piena notte, potesse vederlo. E senza considerare che la condanna, prima o poi, sarebbe arrivata: sette mesi, come ha stabilito il giudice Giovanni Puliatti. Probabilmente, perché Giuseppe Cangi, potentino di 69 anni che vive a Massa Marittima (difesa Michele Mensi), non lo ha mai raccontato: nè ai carabinieri che lo hanno sentito e nemmeno al pm Alessandro Leopizzi o al giudice.

Tutto è cominciato con il sequestro del furgone. Qualche mattina dopo Cangi è andato all’officina Ferrari di Potassa, a chiedere se poteva prendere dal suo Ducato alcuni documenti rimasti là dentro. Era sabato mattina, e il guardiano ha detto all’uomo che sarebbe dovuto passare il lunedì mattina perché il deposito era chiuso. Cangi ha chiesto di sapere in quale zona del deposito era il suo furgone e il dipendente non ha avuto difficoltà ad indicarlo. Peccato che lì accanto ci fosse un altro Ducato, quasi identico a quello dell’uomo, parcheggiato. Cangi, la notte, è tornato a Potassa, tra le tre e le quattro di notte e ha appiccato le fiamme. Ma non riconoscendo, al buio, con esattezza il suo furgone, ha deciso di andare sul sicuro incendiando prima un Ducato e poi l’altro, provocando danni anche ad un’altra auto, una Volkswagen Polo che era lì vicina nel deposito. Secondo gli investigatori, il sessantanovenne quella notte ha cercato di distruggere il suo furgone per non pagare le spese di deposito. Tesi che non ha trovato conferma, se non nella decisione del giudice che ha condannato Cangi a sette mesi.

Quella notte, lui era arrivato a Potassa a bordo di un’Ape 50 verde. Alcuni abitanti della frazione l’avevano vista davanti al deposito della carrozzeria, poi, un ragazzo che tornava da ballare, aveva visto l’Ape allontanarsi e l’incendio esplodere. Il primo ad intervenire, quella notte, era stato il proprietario della carrozzeria, seguito dai vigili del fuoco e dai carabinieri. Pochi, da subito, i sospetti che dietro a quelle fiamme ci fosse la mano di un uomo.

Francesca Gori

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