«Soldi per le mamme lavoratrici spesi male»
Il centrodestra presenta un’interrogazione: le somme erogate non corrisponderebbero alle richieste
GAVORRANO. Ottimi propositi, pessima applicazione. Almeno a Gavorrano, secondo il centrodestra. Il gruppo consigliare infatti ha presentato un'interrogazione sui buoni servizio, erogati dalla regione Toscana, per le madri che devono lavorare, utili per i pasti dei propri figli negli asili nidi privati o nelle strutture simili.
Nel Comune minerario, però, sembra che questo supporto statale sia mal distribuito. «Nel nostro territorio - scrive in una nota il centrodestra - vi sono state alcune lamentele in merito alla ripartizione dei fondi destinati ad alcune lavoratrici madri di Gavorrano, le quali hanno lamentato l'erronea assegnazione delle somme». Segnalazioni abbastanza gravi da chiedere spiegazioni all'amministrazione comunale. Perché questi buoni servizio, stanziati grazie a fondi europei e statali, «rappresentano un importante aiuto per quelle donne costrette, per ragioni di lavoro, ad affidare i propri figli a strutture professionali importanti, quali gli asili nido privati (in carenza di quelli pubblici)».
In sostanza, «sono contributi sulle spese che le lavoratrici sostengono per i loro figli affidati a strutture come nidi di infanzia, micro-nidi, scuole dell'infanzia o altre istituzioni scolastiche: l'obiettivo è quello di "favorire o migliorare la conciliazione tra occupazioni familiari e lavoro", in parole povere di favorire l'occupazione femminile». E una distribuzione sbagliata, secondo l'opposizione, «lederebbe i diritti delle madri lavoratrici in maniera intollerabile ed ingiustificabile». Ecco dunque l'interrogazione, «affinché possa essere posto rimedio agli errori, ove riscontrati».
Nel testo del documento consegnato agli uffici comunali dal centrodestra viene riassunta la vicenda. I consiglieri spiegano che «da quanto lamentato da alcuni cittadini, le somme erogate per l'anno scolastico decorso, non risponderebbero ai criteri enunciati, ovvero non risponderebbero alle spese, come documentate, per ogni singolo fruitore». In questo senso, «emergerebbe quindi che le quote assegnate in base alla graduatoria comunale risultino inesatte, perché fondate su criteri erronei, ovvero non ossequiosi delle linee guida contenute al richiamato bando regionale e recepite nella "relazione progetto"». Riportata la vicenda, ora il gruppo d'opposizione chiede spiegazioni all'amministrazione, sia per individuare eventuali errori, sia per poterne, nel caso, porre rimedio. (a.f.)
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