Pornografia infantile denunciato un trentenne
GROSSETO. Bambini costretti ad avere rapporti sessuali con adulti e ripresi da una telecamera. Video pedopornografici anche di trenta minuti. E un sistema di condivisione via web che arrivava,...
GROSSETO. Bambini costretti ad avere rapporti sessuali con adulti e ripresi da una telecamera. Video pedopornografici anche di trenta minuti. E un sistema di condivisione via web che arrivava, capillarmente in mezzo mondo. L’indagine cominciata nel 2010 dalla procura di Catania è arrivata anche a Grosseto, dove ad essere denunciato a piede libero è stato un trentenne che vive in città, attualmente senza lavoro. Beccato dalla polizia postale mentre condivideva uno di quei file che venivano monitorati anche dagli agenti tedeschi.
È un’inchiesta complessa quella che è partita dalla procura di Catania e ha portato, per ora, otto persone in carcere. In tutta Italia gli indagati sono 109. Un numero altissimo.
La polizia postale di Grosseto non è rimasta con le mani in mano. E non lo sarà nei prossimi giorni, quando dovrà analizzare il materiale informatico sequestrato a casa del trentenne. All’uomo, oltre al pc, sono stati sequestrati un hard disk esterno, una pen drive e il cellulare, per vedere quanti e quali file, oltre a quello che ha portato gli agenti nella sua abitazione, sono stati scaricati.
L’inchiesta della procura catanese sulla pedopornografia fatta con la polizia tedesca, la polizia postale e delle comunicazioni, il servizio centrale della polizia delle comunicazioni, ha visto convergere in un’unica operazione di polizia due diverse attività di contrasto del fenomeno illecito in cui preziosa è stata la collaborazione dell’Interpol. È stato individuato un sito web con sede in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e sono stati identificati gli utenti italiani che avevano acquisito foto di pornografia minorile da quel sito. (f.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google