Coltellate al rivale in amore, pena ridotta in appello
Da 6 anni e 4 mesi a 2 anni per il barista turco L’accusa di tentato omicidio derubricata in semplici lesioni
ARCIDOSSO. Non più tentato omicidio ma lesioni aggravate. Non più 6 anni e 4 mesi ma 2 anni. Non più domiciliari con permesso di lavoro ma libertà completa. Derubricazione e pena ridotta in appello con contestuale cessazione delle misure per Koc Mahmut, 37 anni, di origini turche, che il 28 dicembre del 2010 aveva colpito con due coltellate Serkan Yigitce, 31 anni, suo connazionale che poco tempo prima era stato assunto nel bar di Koc e che avrebbe avuto una simpatia fin troppo accentuata per la moglie di quest’ultimo. L’aggressione era avvenuta nel corso di quello che doveva essere un incontro chiarificatore nel bosco di Fonte delle Monache, sul Monte Amiata.
In primo grado, davanti al gup, con il rito abbreviato, nell’estate 2011, Koc Mahmut era stato condannato per tentato omicidio, aggravato dall'uso delle armi (un coltello, il cui porto era abusivo) e da futili motivi; e maltrattamenti in famiglia. La donna, nei giorni precedenti, aveva preso il figlio di 4 anni ed era scappata a Milano, dove era stata raggiunta da Koc. La mattina di quel 28 dicembre, invece, era stata dai carabinieri, per raccontare quanto era avvenuto tra le mura di casa (ma anche fuori) nelle settimane precedenti.
Nel corso dell’udienza che si è tenuta davanti al presidente della prima sezione della Corte di appello di Firenze, il relatore ha ricostruito quanto avvenuto quel giorno. Il procuratore generale ha quindi chiesto 1 anno e 8 mesi dopo aver riqualificato il fatto in lesioni e sostenendo che non sussisteva l’idoneità dell’azione. L’accusa ha rilevato anche la contraddittorietà delle dichiarazioni dei testimoni. I giudici fiorentini si sono riservati il deposito delle motivazioni (90 giorni) ma hanno intanto accolto la richiesta di cessazione dei domiciliari con permesso di lavoro avanzata nella stessa udienza dal difensore Adriano Galli. Koc poteva già andare a lavorare (si occupa di potature, raccolta uve e lavori agricoli vari) ma stava scontando la pena di primo grado ai domiciliari. Adesso ogni misura è cessata.
L’incontro delle coltellate era stato preceduto da un appuntamento, a Santa Fiora. Koc aveva chiamato il cugino, per chiedergli di accompagnarlo a parlare con il rivale d'amore. Ma quando era arrivato aveva visto che su quell'auto c'era anche sua moglie. Yigitce si era fermato, era sceso dall'auto e aveva cercato di scappare nel bosco. Ma Mahmut lo aveva raggiunto con un coltello lungo trenta centimetri in mano. Era stato il cugino dell'uomo a disarmarl,o a soccorrere il giovane e accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Castel del Piano. I carabinieri di Arcidosso avevano trovato nell'auto dell'uomo quattro coltelli da cucina, tutti con lame superiori ai trenta centimetri. L'arma dell’aggressione era stata trovata la sera stessa ancora macchiata di sangue, nella neve. Serkan se l’era cavata con 7 giorni di prognosi. I colpi lo avevano raggiunto sul retro del collo e alla schiena.
Koc era stato arrestato e davanti al giudice Muscogiuri - che ne aveva confermato il carcere per i pericoli di reiterazione del reato e di possibile fuga - aveva deciso di non parlare. In seguito era avvenuto l'interrogatorio.
(p.s.)
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