Italia
Ventimila euro per l’agenzia «Pagati per evitare attacchi»
Amareggiato, disgustato, demoralizzato. Dal Congo dove si trova con il sindaco Bonifazi e la delegazione dell’Asl per dare sostegno alla struttura pediatrica della dottoressa Laura Perna
GROSSETO. Amareggiato, disgustato, demoralizzato. Dal Congo dove si trova con il sindaco Bonifazi e la delegazione dell’Asl per dare sostegno alla struttura pediatrica della dottoressa Laura Perna, l’assessore Cerciello commenta con queste tre parole la notizia della sua paventata incompatibilità. «Ho appena fatto addormentare bambini che rischiano di morire da un momento all’altro e mi tocca difendermi da queste accuse». Il tono di voce vacilla prima di ripetere più volte che «è ingiusto, per me e la mia famiglia. Sono amareggiato perché è vero che ho pagato quei 20mila euro, seppur ritenga di avere ragione, ma solo per evitare problemi». Se uno ha ragione però difficilmente paga 20mila euro a “fondo perduto”. «I fatti risalgono al 2002-2003 quando il precedente socio della mia agenzia di viaggi (Last minute tour) aveva accumulato questo debito. Essendo una società in solido ho dovuto provvedere io e farmi garante, ma ho avviato anche un contenzioso legale contro Equitalia. Però quando sono stato nominato assessore ho deciso di pagare per evitare che mi venisse rinfacciata l’accusa di avere debiti. Anzi io li considero crediti che il giudice mi restituirà». Quindi lei ha pagato 20mila euro per mantenere la sua verginità politica? «Esattamente. Se non fossi stato nominato assessore avrei aspettato la sentenza, invece ho dovuto rinunciare a cambiare la mia auto per essere inattaccabile». Al suo ex socio non ne ha chiesto conto? Chi è questa persona? «Non lo dico perché riguarda la sua sfera personale e non voglio appaia il suo nome sui giornali». E gli altri 28mila euro che si dice siano ancora pendenti? «Quelli non esistono, sono una balla colossale e chi l’ha fatta circolare ne risponderà legalmente. Ho avuto solo un debito di 80 euro con la Camera di Commercio nel 2008 e tre contravvenzioni stradali contestate al giudice di pace inerenti all’anno successivo. Ed il giudice di pace mi ha dato ragione».
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