Il Tirreno

Grosseto

Milioni di euro in Svizzera Arresti e perquisizioni

di Enrico Giovannelli

Attraverso una banca con sede a Grosseto facevano transitare i soldi all’estero Proponevano senza autorizzazione investimenti anche in oro e petrolio

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GROSSETO. Promettevano interessi al 10% annuo, garantivano anonimato al fisco e trasferivano all'estero il denaro. In totale, dall’Italia sono usciti oltre 250 milioni di euro raccolti fra centinaia di clienti non solo in Toscana, ma anche in Lombardia, in Lazio e in Veneto, oltre per investimenti in oro e petrolio. La scorsa settimana, un blitz a Roccamare, nella villa di Robert Da Ponte, 62 anni americano di Los Angeles che da anni vive in Maremma.

I carabinieri del Ros, qualche giorno fa, hanno sequestrato in quella casa i faldoni e i pc dell’uomo. Secondo gli investigatori, il capo dell’organizzazione sarebbe proprio lui, che da metà maggio non si è fatto più trovare e che aveva anche dato mandato a un’agenzia immobiliare locale di affittare l’abitazione.

L’indagine dei carabinieri non si è certo conclusa: intanto, in manette sono finiti quattro professionisti con l'accusa di associazione a delinquere per l'esercizio abusivo della raccolta del risparmio. Un fiume di soldi che passavano su canali bancari dei gruppi Rotschild e Falcon Bank in Svizzera. Secondo gli inquirenti era proprio Robert Da Ponte che garantiva il raccordo con i canali bancari elvetici, assicurando l'operatività di conti correnti anonimi e il versamento degli interessi pattuiti dal 9% per gli investimenti che avessero durata di uno o due anni al 10,80% per tre anni. La procura fiorentina e il ros hanno però scoperto qualcosa in più: l’organizzazione ruotava intorno alla società Rothsinvest, con sede a Grosseto che non aveva l’autorizzazione ad esercitare intermediazione in Italia. Tra i professionisti arrestati, c’è anche un follonichese: Mario Bevilacqua, 58 anni, che operava in Toscana e aveva circa 500 clienti. Con lui sono finiti in manette Salvatore Aria, 40 anni di Varese, Alfredo Tortorici, 41 anni di Palermo che lavorava sulla piazza di Londra, Stella Terzianz, 63 anni di Roma, che curava i clienti romani in modo anonimo. Oltre che in Italia e Svizzera, il gruppo agiva anche in Gran Bretagna e Montenegro. Secondo le indagini, «invogliavano una selezionata clientela ad effettuare fraudolenti trasferimenti di denaro all'estero» svolgendo attività abusiva di raccolta del denaro che è risparmio, che è riservata a professionisti autorizzati. A far scattare i fermi e dare un’accelerata alle indagini, la scomparsa di Da Ponte. I militari del Ros, avevano notato un certo nervosismo nelle conversazioni con alcuni clienti per la paura di un “buco” da 250 milioni di euro. In sua assenza, qualcuno di loro ipotizzava di andare a chiedere indietro il denaro al banchiere Nathan Rotschild in Svizzera.

Francesca Gori

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