Italia
La Vab sempre al lavoro nei campi di sfollati
FOLLONICA. Era tutto pronto per tornare a casa, dopo cinque giorni passati ad assistere gli sfollati in Emilia Romagna. Poi, verso le 9, la terra è tornata a tremare. «Da quando siamo qui è stata la...
FOLLONICA. Era tutto pronto per tornare a casa, dopo cinque giorni passati ad assistere gli sfollati in Emilia Romagna. Poi, verso le 9, la terra è tornata a tremare. «Da quando siamo qui è stata la scossa più forte» spiega Antonio Dibello, della Protezione civile di Follonica. È il caposquadra della Vab (vigilanza antincendi boschivi) e insieme ad altri quattro volontari follonichesi e altre associazioni nostrane è a San Possidonio, in provincia di Modena, dove è allestito il campo operativo della Regione Toscana in Emilia dopo la prima grande scossa di terremoto del 20 maggio. «Lo abbiamo organizzato su un campo sportivo» racconta. È quasi mezzogiorno quando riusciamo a metterci in contatto con lui telefonicamente. Fino a quel momento le linee erano intasate. «Adesso posso parlare: abbiamo finito di accogliere le ultime persone arrivate al campo. Abbiamo offerto un primo soccorso e tra poco daremo un pasto caldo». Infatti, soltanto tre ore prime, una scossa di 5.8 Richter ha raso al suolo diverse strutture del paese, compreso il campanile della chiesa. «L’ultimo censimento aggiornato a ieri sera (lunedì ndc) era di 180 persone.
Ora davvero non saprei dire quante sono» spiega Dibello. «Ne sono arrivate decine in poche ore, sia in ambulanza che con mezzi propri». La situazione è sempre stata sotto controllo, racconta, anche se mai tranquilla. «Non sono arrivati feriti gravi, ma le gente è nel panico. In questo campo accogliamo molti extra comunitari e questo rende ancora più difficile il lavoro». La paura per la potente scossa appena avvertita, le differenze nella lingua e il terremoto che non sta a guardare quando colpisce. «Qui ci sono le mamme, che questa mattina (ieri ndc) avevano i figli a scuola e i mariti a lavoro. Capite che non è semplice». Senza considerare il panico degli sfollati che già erano presenti nel campo. Una mattinata d’inferno quella a San Possidonio, che ha messo a dura prova anche i volontari. «Da venerdì abbiamo dormito poco e lavorato molto», continua il caposquadra. Tant’è che ieri mattina tutto era pronto per riportare la squadra in Maremma, con un’altra pronta a prenderne il posto. «A questo punto penso che torneremo nei prossimi giorni. Tra l’altro adesso occorrono altre tende e materiali di vario tipo».
Nella sede provinciale della Protezione civile ne sono rimaste tre di tende, pronte anche loro a raggiungere l’Emilia.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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