Il presidio
Bufera sulle Farmacie per il cambio di banca
GROSSETO. Il bilancio delle Farmacie Comunali Riunite per il secondo anno consecutivo ha registrato un utile netto vicino ai 460mila euro. Ma nelle ultime settimane una mossa del Cda ha creato non...
GROSSETO. Il bilancio delle Farmacie Comunali Riunite per il secondo anno consecutivo ha registrato un utile netto vicino ai 460mila euro. Ma nelle ultime settimane una mossa del Cda ha creato non poche fibrillazioni nei palazzi della politica e dell'economia grossetana. La società mista che gestisce le cinque farmacie pubbliche, il cui pacchetto azionario è per il 51% del Comune di Grosseto e per il 49% della Codifarma Scrl, dopo un rapporto decennale con la Banca della Maremma ha deciso di trasferire le proprie liquidità alla Cassa di Volterra e il servizio al Monte dei Paschi di Siena. Una svolta caldeggiata dal presidente Mauro Giomi e condivisa all'unanimità sia dal Cda (Carla Minacci, Rocco Siciliano, Roberto Contato e Maurizio Masetti Calzolari) sia dal collegio dei revisori (Claudio Asta, Guido Adriano Tori e Alessandro Conti), entrambi gli organismi insediatisi nello scorso settembre rimpiazzando la gestione uscente targata Fabio Favali ed Alfonso Brogi. Il passaggio alle due banche è stato deciso perché il tasso di interesse garantito dalla Bcc maremmana era inferiore rispetto a quello di altri istituti di credito. La Bcc, però, ha un rapporto consolidato con il Comune e garantisce finanziamenti a tasso conveniente anche ad altre partecipate che non hanno depositi, per cui l'offerta complessiva tiene conto di... vantaggi e svantaggi. Fra l'altro, per le Farmacie, effettuava gratuitamente il servizio di ritiro contanti con una propria macchina.
Certo è che Giomi è andato dritto per la propria strada insistendo per tenere separata la propria gestione da quella delle altre partecipate e, dopo aver fatto presente la situazione alla Banca della Maremma, ha sondato le proposte di altre banche, decidendo alla fine di spostare i depositi sulla Volterra e di passare il servizio al Monte dei Paschi ed effettuando in proprio il ritiro dei contanti con una società di guardie giurate.
Certo è che a questo punto si è mossa la politica, cercando di far tornare sui propri passi un irremovibile Giomi. Lo statuto della società partecipata specifica che “l'attività di direzione e controllo del Comune di Grosseto non produce nessun effetto sull'esercizio dell'impresa sociale”. Un'autonomia gestionale ribadita dal sindaco Emilio Bonifazi che a Giomi avrebbe assicurato il pieno sostegno alla sua iniziativa in nome della quadratura dei conti aziendali. Ma dentro il Pd, di cui lo stesso presidente ha la tessera ed è espressione, qualcuno, come il segretario comunale Roberto Panfi, avrebbe battuto i pugni sul tavolo. Il ragionamento suo e degli altri renitenti all'operazione si sarebbe appellato al legame storico che la banca cittadina ha sempre avuto con gli enti, le associazioni locali e le altre partecipate meno… ricche e a un conto complessivo che, alla fine, potrebbe non essere neppure conveniente.
Intanto ieri la seconda commissione consiliare ha preso atto del bilancio delle Farmacie, 12 milioni di fatturato nel 2011, mentre le strategie future prevedono una cessione della maggioranza azionaria (probabilmente l'80% delle quote comprensive il 49% di Codifarma) cercando di evitare una svendita. Se qualche anno fa il ricavo ipotizzabile era di 25milioni di euro, oggi si tratterebbe della metà.
Lorenzo Santorelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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