Meteo
Il paese riceve l’eredità del suo sarto gentiluomo
Silvano Papini, morto in ottobre, lascia a Semproniano case, terreni e denaro Nascerà un museo e donazioni andranno alla parrocchia e alla casa di riposo
SEMPRONIANO. Il notaio Abate di Grosseto ha reso operativo, l’11 maggio, con un laborioso atto, il testamento con cui Silvano Papini ha lasciato, alla morte, una consistente eredità al Comune di Semproniano, alla Casa albergo comunale e all’associazione La Piazzoletta, più alcuni per singoli e parenti.
Alla presenza degli esecutori testamentari e degli eredi, ecco come questo sarto di Roccalbegna (vi era nato il 22 luglio 1926), da sempre residente a Semproniano ha distribuito le sue sostanze, in cambio, solo di qualche obbligo e di un piccolo dovere di memoria.
Lui, con beni immobili e un tesoretto che si è assicurato con un lavoro duro e coi sacrifici di una vita, ha vergato di suo pugno un testamento (datato 4 settembre 2007) aperto da un notaio di Manciano il 13 novembre 2010, che il consiglio comunale di Semproniano aveva da alcuni mesi accettato all’unanimità.
Il lascito consiste nella nuda proprietà della casa dove Papini abitava, in via Banci 7, con l’impegno, per il Comune, che venga adibita a sede di tutte le associazioni paesane. Al Comune va anche il locale in piazza del Popolo, dove dovrà rimanere la raccolta delle opere di Papini (soprattutto lavori artistici in legno scolpiti da lui stesso), gli oggetti contenuti nel fondo (soprattutto mobili di arte contadina) e i documenti storici. Il locale, in pieno centro cittadino, sarà adibito a piccolo museo.
Nel suo testamento Papini specifica che gli sarebbe gradito che «il Comune di Semproniano gestisse questo locale formando un comitato presieduto dal sindaco, dal parroco e da un rappresentante della associazione La Piazzoletta e dalla Pro Loco», ed esprime anche il desiderio che nelle mura esterne della casa e del locale sia posta una piccola targa con su scritto: “Silvano Papini in memoria della sua famiglia”.
Ma non finisce qui, perché Papini lascia al Comune anche un appezzamento di terreno con l’obbligo di venderlo a un prezzo “ragionevole” a un confinante che già lo ha in uso e lascia anche all’associazione La Piazzoletta un oliveto nella zona di Fibbianello. Un occhio di riguardo per la Casa albergo degli anziani: un piccolo appezzamento di terreno e 100mila euro. Per le spese di successione Papini ha lasciato al Comune 15mila euro e 10mila euro alla parrocchia per le messe in suo suffragio.
Infine un ultimo pensiero per il suo paese: «I rimanenti soldi, se ci saranno - dice Papini - gli esecutori testamentari li useranno per fare un ricordo per il paese».
Intagliatore di legno, collezionista di documenti e oggettistica d’epoca, Papini lo conoscevano praticamente tutti, nel paese amiatino e lui conosceva tutti. Dai personaggi celebri come il poeta Mario Luzi o lo scultore Vico Consorti o il giornalista Antonio Russo, a quelli più umili. Con tutti aveva rapporti e dentro la vita del paese nulla gli sfuggiva. È stato fra l’altro tra coloro che chiesero e ottennero il 12 agosto 1955, la costituzione di Semproniano in comune autonomo. Fu ancora lui a sollecitare, con altri, dopo l’incendio del millenario olivone, l’iniziativa di allevarne i figli. Fu sempre lui a spingere per la fondazione della Casa albergo di Semproniano che ospita decine di anziani e dove lui stesso ha voluto trascorrere gli ultimi anni.
È morto il 31 ottobre 2010, all’ospedale di Castel del Piano. Silvano ha voluto che dentro la sua cassa fosse deposta una copia della Costituzione italiana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google