Italia
Recuperati dall’evasione oltre due milioni di euro
GROSSETO. Per il quinto anno consecutivo il Comune di Grosseto ha accumulato un piccolo tesoretto ma, il classico adagio calza a pennello, non è oro tutto ciò che luccica. Di quanto è avanzato nei...
GROSSETO. Per il quinto anno consecutivo il Comune di Grosseto ha accumulato un piccolo tesoretto ma, il classico adagio calza a pennello, non è oro tutto ciò che luccica.
Di quanto è avanzato nei forzieri municipali infatti solo 1 milione 275mila euro potrà essere impiegato a discrezione dell'amministrazione, oltre a 439mila euro già impegnati in finanziamenti delle spese in conto capitale.
Una cifra cospicua corrispondente però ad un quarto dei 6 milioni 888mila di fondi che, seppur materialmente presenti, sono vincolati ad investimenti a “lungo termine” come scuole e strade o finalizzati all'estinzione dei mutui.
Sono questi i dati salienti che emergono dalle pieghe del bilancio consuntivo del 2011 la cui approvazione è prevista nel prossimo consiglio comunale del 31 maggio.
Un rendiconto chiusosi con il segno più utilizzando esclusivamente le proprie forze, giacché dalla Regione sono stati erogati solo 183mila euro legati al patto territoriale. I proventi maggiori sono derivati dall'alienazione di parte del patrimonio pubblico che ha fruttato 3 milioni di euro senza i quali, come viene ammesso nella stessa relazione introduttiva, “non sarebbe stato rispettato il patto di stabilità in un anno particolarmente difficile”.
Se da un punto di vista delle entrate “non vi sono discostamenti significativi da segnalare”, a dare una vera e propria boccata d'ossigeno sono stati gli oltre 2 milioni di euro recuperati dall'evasione fiscale.
Inoltre in tempi di conclamata spending review, l'amministrazione può fregiarsi di una riduzione dell'impegno di spesa del 46% rispetto alle previsioni iniziali, “segno che il nostro Comune –si legge nella relazione di bilancio – opera come sempre con grande criterio e con un elevato senso della cosa pubblica”.
I dati del 2011 hanno il pregio di fotografare rigorosamente la realtà poiché sono stati mondati dai residui attivi e passivi, ovvero le entrate accertate e non riscosse e le spese impegnate ma non pagate (che corrispondevano rispettivamente a circa un milione e un milione e ottocentomila euro), al punto da giustificare un'approvazione “piuttosto in ritardo che però ha comportato maggiore precisione”. (l.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
