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«Non è brutto, né rumoroso» L’Atl Il Sole minaccia querele
GROSSETO. Una cosa è certa. La definizione di “cupolone” o “ecomostro” non gli va giù, e ai suoi detrattori risponde per le rime. «La musica non è troppo alta: rispetta i limiti, e il tendone non è...
GROSSETO. Una cosa è certa. La definizione di “cupolone” o “ecomostro” non gli va giù, e ai suoi detrattori risponde per le rime.
«La musica non è troppo alta: rispetta i limiti, e il tendone non è affatto impattante», tuona Francesco Gazzillo, 46 anni, grossetano presidente dell’Atl Il Sole (Associazione tempo libero Il Sole, pattinaggio artistico), replicando agli abitanti del quartiere Alberino in cui sorge la pista di pattinaggio della discordia. Una struttura di 1100 metri quadrati che ha suscitato il disappunto dei dirimpettai, i residenti delle vie Leoncavallo e Mozart contrari non tanto alla pista in sé, quanto al maxitendone che la sovrasta, giudicato visivamente “troppo impattante” e da cui si alzerebbe musica troppo alta.
Dopo aver preso in gestione la pista circa un anno e mezzo fa dal Comune, ora il presidente Gazzillo – che la guida insieme ad altri soci a titolo puramente volontario – prende atto delle proteste ma non le condivide. Spiega di essersi sforzato a realizzare un impianto costoso (solo il tendone 100mila euro) il cui valore – oltreché sportivo – è pure sociale. «Un tempo in questi campi c’erano solo siringhe. Ora gli abitanti del quartiere dovrebbero essere contenti del fatto che in qualche modo l’area è stata “bonificata” e che i giovani possono realizzarvi i propri sogni sportivi, in modo sano e onesto».
Una sessantina di ragazzi e ragazze possono di fatto contare sull’unica pista di pattinaggio coperta della città, dove si esibiscono e corrono quattro società di pattinaggio artistico più una di hockey; «non c’è più bisogno di migrare in altre città. Per la prima volta alcune manifestazioni vengono svolte nel capoluogo».
Anche per la musica a tutto volume – prosegue Gazzillo – «non è vero. Abbiamo predisposto una perizia che è stata sottoscritta dal Comune». Né esiste il problema dell’impatto visivo del tendone. «Ci sono anche alberi di fronte, che alleggeriscono il tutto». Insomma, «i residenti dovrebbero mettersi il cuore in pace. Ci scrivono lettere di protesta a ripetizione, ma noi cerchiamo solo di dare un’opportunità sportiva a Grosseto e ai ragazzi in cerca di spazi». Gazzillo, pur con toni pacati, non esclude di passare per vie legali e querelare« i cittadini che mi stanno diffamando». (el.gi.)
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