L’arte scende in piazza al grido “Io amo le Mura”
La Primavera Maremmana 2012 tutta dedicata alla riconquista del monumento Intanto il Comune rimuove qualche bruttezza e mette in sicurezza le voragini
GROSSETO. Chiunque dovesse trovarsi a passare dalle parti dell’acquario comunale non deve sentirsi spaesato: le reti da cantiere color arancio e il cartello stradale che "abbellivano" l’area attorno al bagno pubblico sono state tolte. Dopo anni. Un’attrazione che non mancherà di certo né ai grossetani, né ai turisti che giungono in Maremma e si trovano a dover fare i conti con una discutibile gestione delle cose e un diffuso menefreghismo: gente che butta cartacce, lattine e contenitori di bevande ovunque e “dimentica” transenne e scarti di lavori magari mai portati a termine.
Sono state necessarie diverse segnalazioni per giungere ad un risultato dignitoso, anche se la zona pare tutt’altro che ripulita: il parcheggio è stracolmo di ogni genere di rifiuto, dai preservativi ai pacchetti di sigarette sino alle immancabili bottiglie di vetro spaccate. Nella parte dell’area di sosta che confina con l’acquario, poi, è possibile trovare scarti di vestiti, materassi e montagne di scatoloni lasciate lì da chi il pomeriggio vende indisturbato la propria merce, contraffatta.
Insomma, vuoi per alcune evidenti mancanze a livello gestionale trascinate per anni, vuoi per la grossa maleducazione di molti grossetani e non solo, vuoi per fenomeni di palese illegalità contrastati con scarsi risultati, sta di fatto che uscirne è veramente dura.
Va meglio per quel che riguarda l’allarme sicurezza che Il Tirreno aveva lanciato nei giorni scorsi: sulle Mura, in particolare sul lato che dà verso il parcheggio del Vallo degli Arcieri, un pauroso affaccio rischiava di divenire teatro di una tragedia annunciata. Il muretto era, ed è, inesistente e chiunque avrebbe potuto volare di sotto.
Lì la situazione è stata immediatamente sanata, con l’intervento tempestivo di operai comunali che hanno predisposto una protezione provvisoria, in attesa della definitiva risistemazione del parapetto promessa dall’assessore ai lavori pubblici.
Sì perché quel che è, a tutti gli effetti, il principale monumento della città, se non trattato con cura rischia di divenire addirittura un pericolo, una trappola.
Le Mura appunto, un patrimonio da preservare. Il Tirreno ha portato avanti, sin dall’inizio di quest’anno, una campagna volta a stimolarne il reale recupero. È in questo contesto che non può che far piacere il concretizzarsi di una notizia: la trentasettesima edizione della Primavera maremmana sarà dedicata alle Mura Medicee.
Lo aveva già annunciato il presidente dell’associazione, il maestro Fosco Tarsi. Ora è ufficiale: l’evento si svolgerà dal 2 al 17 giugno, in piazza Dante. La frase scelta per imprimere la linea di quel che sarà questa trentasettesima mostra è “Io amo le Mura”.
Un bel modo, da parte di chi rappresenta una presenza storica nella cultura locale, per rispondere “presente” nella battaglia contro l’abbandono dell'antico esagono. Per ricordare l’avvenimento è stata addirittura coniata una medaglia in bronzo, a due facce, con disegno dell’artista Antonio Lazari. La decorazione sarà distribuita, gratuitamente, a tutti i visitatori. Abbinato alla medaglia sarà diffuso anche il catalogo illustrato della Primavera, quest’anno finanziato dall’Amministrazione comunale.
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