Da una pianta fanno nascere le corone dei rosari
Si chiama Meelia Azedarach ma è conosciuto meglio come l’albero del rosario. È attraverso i frutti di questa pianta, originaria di India, Cina meridionale e Australia, che le suore di clausura di...
Si chiama Meelia Azedarach
ma è conosciuto meglio come l’albero del rosario. È attraverso i frutti di questa pianta, originaria di India, Cina meridionale e Australia, che le suore di clausura di Antignano producono e mettono in vendita le corone del rosario.
È grazie al nocciolo dei frutti, duro e sferico e facile da forare, che è possibile la realizzazione dei manufatti. «Si prende un pallina e la si fora con un ago», dicono.
La pianta, tra l’altro, contiene delle sostanze repellenti per gli insetti, le foglie quindi possono essere usate come insettifughe per proteggere derrate alimentari o altri materiali.
Oltre alla realizzazione dei rosari, quando non sono in preghiera e non incontrano i visitatori, le suore di clausura si impegnano in attività come il ricamo e l’orto.
Lo scorso anno una delle suore che era ospite all’interno del monastero, in punto di morte, aveva avuto un ultimo atto di amore nei confronti del mondo, aveva lasciato scritto di voler donare i suoi organi.
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