Il presidio
Tutto l’amore del mondo con le associazioni omosex
GROSSETO. L’auspicio degli organizzatori è che iniziative come questa in futuro non siano più necessarie. In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia che, dal 2007, si...
GROSSETO. L’auspicio degli organizzatori è che iniziative come questa in futuro non siano più necessarie. In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia che, dal 2007, si celebra ogni anno il 17 maggio, la Provincia di Grosseto in collaborazione con Arcigay ed Agedo (Associazione dei genitori omosessuali) anticipa i tempi e dedica al tema una serie di eventi che si svolgeranno sabato. “Amore e dintorni” è il titolo dato all’iniziativa che comincerà alle 9 con un incontro con le scuole nella sala Pegaso di palazzo Aldobrandeschi con Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay. Contemporaneamente in piazza Dante verranno esposte varie rappresentazioni artistiche dell’amore e per tutta la giornata saranno presenti i gazebo delle associazioni. Alle 16.30 sempre in sala Pegaso verrà presentato il libro "Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento" che verrà analizzato con la stessa autrice, Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta .La giornata si concluderà alle 21 al palazzo della Provincia, eccezionalmente in versione “by night” , con la proiezione del film “Due volte genitori”. A seguire ci sarà il dibattito alla presenza di Rita De Santis, presidente nazionale di Agedo. «La scelta del nome “Amore e dintorni” – spiega Tiziana Tenuzzo, assessore alle Pari opportunità – vuole dare una connotazione positiva all’omosessualità che è una normale forma di affettività, al contrario dell’omofobia che è una pratica culturale da combattere». La violenza non è solo quella fisica e spesso si manifesta sotto forma di prevaricazioni e offese. «L’assenza di denunce in una scuola – sottolinea Marco Buzzetti di Agedo – non vuol dire che manchino episodi di bullismo. I rischi sono quelli dell’abbandono scolastico, della depressione fino a conseguenze estreme». «È importante parlare di questo argomento attraverso l’arte e la cultura – dice Michela Ambrosio di Arcigay – e siamo grati alle istituzioni locali che ci hanno appoggiato». (l.s.)
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