Il Tirreno

Grosseto

Tensione alla Mabro Scoppia il giallo del nuovo socio

di Enrico Pizzi

Ci sarebbe un imprenditore pronto a investire 15 milioni Il suo portavoce: «Le istituzioni non ci hanno mai risposto»

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GROSSETO. L’imprenditore pronto a mettere soldi nell’avventura della ex Mabro c’è, o meglio c’era da almeno 8 mesi, era pronto a metterci dai 7 ai 15 milioni di euro, ma chiedeva al territorio – leggasi istituzioni e banche – un coinvolgimento, una partecipazione, nelle forme possibili, ma non ha mai ottenuto una risposta.

La bomba esplode nel bel mezzo della riunione tra l’azienda Abbigliamento Grosseto, la rsu e le segreterie provinciali dei sindacati di categoria.

Alla riunione, ieri pomeriggio, Andrea Barontini è arrivato con una persona, Antongiulio Pacenti, che si è presentato come rappresentante di un imprenditore. Il nome dell’imprenditore non viene fatto, ma Pacenti è conosciuto nell’ambiente della moda come legato alla famiglia Malenotti, titolari della Clothing Company di Mogliano Veneto, ex proprietari del marchio Belstaff e presenti nel marchio Capalbio. Sta di fatto che Pacenti partecipa alla riunione, è molto probabile – anche se è solo una congettura – che parli proprio a nome della famiglia Malenotti, e le sue parole pesano come pietre.

Per i sindacati si apre un nuovo capitolo, tutto da chiarire, anche perché nell’ultimo incontro avuto a Firenze con l’assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini e con Fidi Toscana il messaggio era stato tristemente chiaro: imprenditori disposti a investire in Abbigliamento Grosseto non ce ne sono. Invece si scopre, dalle parole di Pacenti, che non sarebbe così. Fabio Della Spora, segretario provinciale della Femca Cisl parla a nome delle tre organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «Antongiulio Pacenti – dice – ha parlato da portavoce di un imprenditore, lo ha fatto a un tavolo ufficiale, ha detto che c’è chi, da 7-8 mesi, ha chiesto supporto economico sotto qualsiasi forma al territorio per poter investire dai 7 ai 15 milioni di euro, e ha anche affermato che il territorio, la Toscana, non ha dato risposte. Nessuno, né le banche né le istituzioni: se così fosse – dice Della Spora – qui qualcuno ci ha preso in giro. Se è vero ciò che ha detto Pacenti, allora noi sindacati e tutti i lavoratori della Mabro ci aspettiamo che qualcuno ci spieghi perché quest’offerta, se c’è stata, non è stata presa in considerazione».

Le notizie date da Antongiulio Pacenti hanno avuto l’effetto di rovesciare il tavolo, in una situazione già di per sé delicata. Di fatto Andrea Barontini «ha confermato ancora una volta – ha detto il segretario della Uilta Roberto Fraceschetti – le difficoltà che l’azienda ha sul fronte della liquidità» tanto che anche gli stipendi di aprile slitteranno di una quindicina di giorni. «Una situazione – ha detto ancora Franceschetti – che Barontini continuerà a trovarsi di fronte fino a quando le banche non gli faranno credito, perché il lavoro c’è, seppure poco, l’azienda si sta dando da fare per cercarne altro, ma può operare solo con i soldi che entrano, mano a mano, dai clienti».

Al momento, però, non ci sarebbero soluzioni diverse dal continuare a lavorare, per sopravvivere, anche nell’incertezza dei tempi di riscossione degli stipendi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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