Il Tirreno

Grosseto

La furia di Piero Camilli «Se ci penalizzano vendo»

di Maurizio Caldarelli
La furia di Piero Camilli «Se ci penalizzano vendo»

Il presidente parla chiaro: «La società in questa cosa non c’entra niente, mi chiedo perché vogliono chiudere l’inchiesta sulla B e non toccano la A»

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GROSSETO. «La società non c’entra niente, questi deferimenti sono la solita “porcata” all’italiana».

Il presidente dell’Us Grosseto Piero Camilli contesta la notifica dei deferimenti di Palazzi in merito all’inchiesta sul calcioscommesse, che fa rischiare alla società maremmana dei punti di penalizzazione (da scontare subito?), per responsabilità oggettiva, ed una sanzione pecuniaria.

La società grossetana è stata chiamata in causa per ben otto incontri delle stagioni 2009-2010 e 2010-2011, alcune in più di quante erano previste. E nell’elenco non c’è Livorno-Grosseto, che fa parte di un altro filone. E sono nove i tesserati (compresi Narciso e Consonni dell’attuale rosa) deferiti. Camilli è pronto a dare battaglia, per far prevalere la giustizia, ma annucia che: «Se tolgono anche un punto al Grosseto vendo tutto e torno a casa».

È arrabbiato, insomma, il Comandante. Quelle otto partite sotto inchiesta non gli vanno proprio giù. Nei mesi scorsi si era tutelato, chiedendo il sequestro dei beni dei suoi ex giocatori coinvolti ed aveva spifferato quello che sapeva. «Non cosa debbo fare di più. Una cosa è certa: se ci fossi stato anche io in quell’elenco me ne sarei andato immediatamente. Ma sono una persona seria e confido nella giustizia».

La palla passerà, minimo tra dieci giorni, alla commissione disciplinare ed in questo periodo l’avvocato Mattia Grassani studierà le carte per far uscire il Grosseto da questo incubo.

Rispetto alle partite ipotizzate alla vigilia ce ne sono di nuove, a cominciare dal 4-1 di Torino. «È una cosa incredibile - tuona Camilli - hanno venduto la partita, c’hanno ammazzato, ma il Torino non c’entra niente». Il presidente non ha digerito nemmeno gli altri incontri, come quello di Padova: «Perdemmo 1-0 e il giorno dopo cacciai Gustinetti. A proposito, perché non è stato chiamato in causa l’allenatore, che si è portato in giro tutto il gruppo degli scommettitori?».

«Prima di Ancona mandai la squadra in ritiro punitivo a Norcia, per cercare di vincere. Come potevamo immaginare del tentativo di combine di quattro criminali? Siamo stati anche danneggiati a Frosinone; come fa ad essere combinata la gara con l’Empoli, mettemmo in campo tutti giovani. Con la Reggina, poi, si giocò in condizioni impossibili».

Per ogni incontro incriminato, insomma, Camilli ha una giustificazione. Si sente la vittima di una situazione che potrebbe diventare esplosiva ed in tempi rapidi.

«Mi devono spiegare - aggiunge Camilli - perché vogliono chiudere prima della fine della stagione l’inchiesta per la serie B e non affrontano quella della serie A. Solo perché ci sono gli Europei? Ci tuteleremo in ogni sede, faremo valere i diritti di una società che ha sempre fatto le cose per bene».

Altri servizi alle pag. 14 e 15

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