Il Tirreno

Grosseto

Un appello per accendere «la fiamma della cultura»

L’antiquario Luzzetti invita i grossetani a visitare la sua mostra dedicata al Cigoli «Sostenete questi eventi e aiutatemi a tenere vivo il sacro fuoco dell’arte»

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GROSSETO. «Ai miei concittadini rivolgo un appello: continuate a sostenere queste mostre e aiutatemi a "tener accesa la fiamma della cultura" a Grosseto. Visitate la mostra, invitate a visitarla, acquistate il catalogo che ho voluto a un costo limitato». Lancia l’appello, da Firenze, l’antiquario maremmano Gianfranco Luzzetti, che sponsorizza il prossimo allestimento da lui ideato al museo archeologico (apertura tra quattro giorni), e intanto si spinge oltre. Chiede un preciso sostegno per la cultura, un’adesione di massa, forte e convinta affinché non si spengano la “fiamma” e la passione per l’arte che costituiscono motivo di civiltà e tengono viva una città. Quella stessa fiamma che ha tenuto “vivo” anche lui per decenni, alimentandone - come un tarlo - una carriera importante.

La mostra, che si aprirà il 12 maggio al museo archeologico di Grosseto, sarà dedicata all'opera “La Pietà” del pittore manierista Ludovico Cardi detto il Cigoli, la cui parabola si consumò tra il 1559, anno di nascita, e il 1613, anno della morte. L’opera - per l'occasione - sarà donata «alla Città di Grosseto», come scrive orgogliosamente Luzzetti con la “c” maiuscola mentre traccia un bilancio (non sempre positivo) degli ultimi anni del suo ciclo di eventi.

«Dopo il grande successo delle mostre “Teatralità nel Barocco fiorentino” nel 2007, “La Bella Maniera in Toscana” nel 2008, e “Signori di Maremma” nel 2009, infatti, il Comune di Grosseto ha dovuto sospendere per due anni la programmazione di questi eventi», spiega lui. Tuttavia le cause sono state più d’una e tutte importanti: non solo «le difficoltà di reperire risorse in un clima di recessione economica, ma anche la necessità di definire le modalità della mia donazione e di programmare l'istituzione di una pinacoteca che ospiti sia le opere del lascito che la mia ricchissima biblioteca d'arte, da destinare un giorno a un Centro Studi per i giovani».

Per due anni, spiega insomma il collezionista, «il gruppo di studiosi che avevo coinvolto per realizzare il ciclo di mostre ha lavorato in altre direzioni. Oggi, in attesa dell'apertura della nuova struttura espositiva e in modo gratuito, torna a lavorare con me per riprendere quel percorso, nella convinzione che proprio in tempi difficili sia necessario investire in cultura e garantire continuità alle iniziative di qualità. Ne sono sempre stato convinto e per questo, mentre incrementavo a oltre cento opere la lista della donazione e il Comune metteva a disposizione della istituenda pinacoteca i prestigiosi locali del convento delle Clarisse, il pensiero di "tenere accesa la fiamma della cultura" e organizzare una nuova mostra, seppure con i limiti derivanti da una minore disponibilità di risorse, non mi ha mai abbandonato». La parola “fiamma” della cultura ricorre più volte, nelle parole di Luzzetti, il quale per presentare il capolavoro del Cigoli e celebrarne l'importanza con scrupolo scientifico e filologico ha puntato anche su altre opere da mettere in mostra, per testimoniare il successo riscosso (all’epoca) dalla Pietà: il Compianto su Cristo morto di Alessandro Bardelli, olio su tela conservato nel museo civico di Prato, e un arazzo firmato da Pietro Févère e conservato in Palazzo Pitti a Firenze. Oltre a queste, spiccherà anche un’opera acquistata di recente: la Madonna col Bambino del pittore senese Rutilio Manetti. «Da anni inseguivo questo dipinto, per via non dolo della grande bellezza dell'opera ma anche della sua origine grossetana. Fu commissionato da Girolamo Tantucci, vescovo di Grosseto dal 1622 al 1637, e dopo 500 anni il capolavoro torna a essere esposto a Grosseto, dove tutti potranno liberamente ammirarlo».

Ringraziando il sindaco Bonifazi e una schiera di studiosi che in questi anni l’hanno accompagnato contribuendo alla realizzazione del suo sogno, Gianfranco Luzzetti conclude lanciando l’appello ai concittadini. «Aiutatemi a "tenere accesa la fiamma della cultura"».

Elisabetta Giorgi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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