Gestione di Cala Galera Accordo per la proroga
Comune e “Marina” sanno che bisognerà attendere il Piano regolatore portuale Ma la volontà è di prolungare la concessione, e l’avvocato dell’Ente ha detto sì
MONTE ARGENTARIO. Senza l’approvazione del Piano regolatore portuale di Cala Galera, ogni discussione sulla proroga della concessione demaniale risulterà sterile.
È questo il punto d’incontro al quale sono arrivati entrambi i soggetti chiamati in causa, il Comune di Monte Argentario e la Marina Cala Galera Circolo Nautico Spa. La società nel 1990 ha ottenuto in concessione trentennale la gestione del porto turistico dell’Argentario, ma già da molto tempo, seppur manchino ancora otto anni alla scadenza, ha chiesto una proroga.
A novembre dell’anno scorso la conferenza dei servizi gettò le basi per una riorganizzazione complessiva della struttura. A oliare le procedure ci dovrebbe pensare il “Protocollo d’intesa per il rilancio dell’attività edilizia nella provincia di Grosseto” siglato due mesi fa e che impegna le istituzioni, dai Comuni alla Regione, a definire entro un anno dalla sottoscrizione la programmazione dei regolamenti urbanistici e dei piani regolatori portuali.
In attesa della composizione dell’ossatura giuridica, l’unica certezza è che la legge attribuisce unicamente all’amministrazione di Monte Argentario la facoltà di concedere la proroga qualora il concessionario “non abbia potuto realizzare, per fatti a lui non addebitabili, opere o parti sostanziali delle opere previste”, oppure “si rendano necessari nuovi interventi”. Questo perché l’eventuale proroga terrà conto “dell’investimento originario e di quello aggiunto”.
«Premesso che meriteremmo di ottenerla già per quanto investito in questi anni – afferma dal suo studio di Roma Cesare D’Amico, presidente del circolo nautico – noi ci siamo resi disponibili, anche nei colloqui informali con sindaco ed assessori, a dare il nostro contributo al piano regolatore affinché ci venga consentito di realizzare quanto abbiamo in programma».
L’inventario delle opere sottoposte al vaglio del Comune argentarino è lungo e polimorfo: dagli interventi che migliorino il ricircolo delle acque e combattano l’erosione del litorale al parcheggio auto ed una nuova area officine. E poi ancora un teatro da 300 posti, migliori servizi igienici e una torre di controllo più ampia.
«Stiamo parlando di decine di milioni di euro – spiega D’Amico – basti pensare che solo per rifare i pontili abbiamo già speso circa 3 milioni di euro. Noi vogliamo rendere più godibile Cala Galera non solo per i diportisti, ma anche per i cittadini ed i turisti». Con un gioco di parole si tratterebbe di «avvicinare il porto a Porto Ercole».
Oggi è in programma l’assemblea dei soci, «oltre 700, è una base azionaria ampia e variegata», durante la quale D’Amico squadernerà le cifre dettagliate e ribadirà che «non sfruttare il porto di Cala Galera sarebbe un suicidio e l’unico modo è la proroga della concessione». A maggior ragione con una sentenza del Tar «che la consente anche prima della scadenza naturale».
Dal canto suo il sindaco Cerulli sottolinea come «da quattro anni avanzano questa richiesta ma, finalmente, abbiamo individuato un percorso comune. Però non esistono scappatoie e per rispettare la legge occorre prima approvare il piano regolatore del porto». Sulla tempistica il primo cittadino concede che «proveremo ad approvarlo nei prossimi mesi».
Intanto il Comune ha ottenuto il placet all’operazione da parte del suo legale di fiducia, l’avvocato Leonardo Piochi del foro di Siena, al quale era stato richiesto un parere formale.
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