Italia
ScarlinoEnergia chiede di nuovo la Via
Fatti i lavori necessari per adeguarsi alla sentenza del Tar. È stata presentata anche la documentazione per l’Aia
SCARLINO. Il caso dell’inceneritore di Scarlino, dopo l’annullamento delle autorizzazioni da parte dei tribunali, ha attraversato una fase di discrezione, dopo il via alla cassa integrazione per i dipendenti dell’impianto e la costituzione in giudizio di società, Provincia e Arpat per l’udienza nel merito in Consiglio di Stato, fissata per il 4 maggio. Un periodo di silenzio, dopo le grandi polemiche. Ma in questo torpore mediatico Scarlino Energia ha continuato a lavorare per il futuro. E così, aspettando la sentenza del ricorso, ha presentato tutta la documentazione per ottenere una nuova Via (valutazione d’impatto ambientale) e una nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale). Le stesse annullate dal Tar. I
fascicoli, i rapporti e i progetti sono arrivati sulle scrivanie degli uffici di palazzo Aldobrandeschi martedì scorso, 24 aprile. A rendere la notizia ufficiale c’è stata la pubblicazione di avviso pubblico sulla stampa (prevista per legge), in cui si legge: «avviso della presentazione della domanda di avvio del procedimento di valutazione di Via e Aia relativa a: termovalorizzatore e impianto di trattamento rifiuti liquidi di Scarlino, interventi di adeguamento». Importante quest’ultima parte: significa che nell’inceneritore sono stati eseguiti tutti quei lavori necessari, secondo il Tar, per poter proseguire con l’attività. Non tutti si aspettavano questa presentazione, comunque. Non adesso, almeno. Per capire il perché, occorre fare una breve cronistoria. L’autunno scorso il Tar ha accolto i ricorsi presentati dal Comune di Follonica e dai comitati ambientalisti, annullando le autorizzazioni all’impianto. Immediato il ricorso in Consiglio di Stato da parte della società e della Provincia, il quale prima ha concesso l’aspettativa e poi l’ha ritirata. Siamo agli inizi del 2012, con Scarlino Energia costretta di nuovo a spengere i forni e con i 65 dipendenti di nuovo in cassa integrazione a rotazione. Ammortizzatore attivo tuttora, con una decina di lavoratori impegnati al giorno. Una situazione congelata in attesa del 4 maggio, data dell’udienza nel merito del ricorso al Consiglio di Stato. Ecco perché non tutti si aspettavano la richiesta alla vigilia dell’udienza: ottenere le nuove autorizzazioni, potrebbe significare indebolire la linea difensiva. Questa però è una logica giudiziaria, non aziendale.
Scarlino Energia invece non ha voluto correre rischi, nel caso in cui il ricorso vada respinto. Ciò non toglie che la società il 4 maggio vada in aula con la convinzione di essere nel giusto. In ogni caso la documentazione è arrivata in Provincia per chiedere il rilascio di una nuova Via e Aia. Il progetto prevede, come si legge nell’avviso, «interventi finalizzati all’esercizio di un impianto d’incenerimento di rifiuti con recupero energetico e di un impianto di trattamento rifiuti liquidi presso le aree del casone». La legge prevede che l’ente rilasci o meno queste autorizzazioni entro 150 giorni dalla richiesta. Intanto, però, c’è un altro appuntamento: l’8 maggio, quattro giorni dopo l’udienza, alle 11 in sala Auser a Scarlino Scalo ci sarà la presentazione pubblica del progetto e dello studio di impatto ambientale. Pubblica: previsto il tutto esaurito.
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