«Ora l’acquedotto ubbidisca alla legge» In 600 protestano
Il Fiora chiede ancora la quota di profitto abolita a giugno Il Comitato acqua bene comune bussa oggi in via Mameli
GROSSETO. È una delle virtù cardinali e perciò non ammette oltraggi. Per questo l’obbedienza, in questo caso “civile”, sarà invocata a gran voce stamani, alle 10.30, davanti alla sede dell’Acquedotto del Fiora a Grosseto, in via Mameli, dal Comitato Acqua bene comune di Grosseto e Amiata Val d’Orcia.
Il comitato consegnerà 600 richieste di “obbedienza civile” al Fiora da parte di altrettanti clienti. Di cosa si tratta?Lo scorso giugno il referendum per rendere pubblica l’acqua ha abolito la norma che consentiva ai gestori (in questo caso l’Acquedotto del Fiora) di caricare sulle bollette dell’acqua anche la componente della remunerazione del capitale investito, cioè il profitto per il gestore.
Secondo l’esito referendario dal 21 luglio 2011 in poi le società che gestiscono l’acqua non possono più chiedere questa quota, che per i clienti del Fiora corrisponde al 14,8 per cento dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 e al 15,9 per cento per il 2012. Ma nulla è cambiato.
Il comitato, dunque, ha avviato una campagna nazionale di obbedienza civile. Invita cioè i clienti del Fiora a far sì che l’azienda ubbidisca alla nuova legislazione ovvero restituisca i soldi corrispondenti alla remunerazione del capitale investito. E per questo ha preparato delle domande di rimborso da compilare e consegnare al Fiora.
La prima consegna c’è stata il 23 marzo scorso, quando il comitato ha portato in via Mameli 200 richieste. Stamani ne verranno depositate altre 600, raccolte tra Siena e Grosseto,tre volte tante in appena un mese di campagna.
«Sono soldi indebitamente pagati dagli utenti - spiega Giuliana Gentili del Comitato - e da parte dell’azienda è un’offesa grave alla volontà di quei 26milioni di italiani che hanno votato “sì” al referendum per abrogare questa norma. In una situazione di degrado della politica com’è quella attuale, questa è davvero un’offesa grave».
L’Acquedotto del Fiora, dal canto suo, ha dalla propria la decisione dei cinquantasei sindaci del territorio grossetano e senese su cui opera l’azienda che, a parte un’astensione (quella del primo cittadino di Monterotondo Marittimo) e il non voto dell’ex sindaco di Gavorrano, Massimo Borghi, approvando il Piano di Ambito hanno di fatto dato l’ok all’applicazione della tariffa così com’è sempre stata. Il nuovo metodo tariffario, prosegue il Fiora, va ancora definito.
Il comitato, però, non la pensa così e, se il Fiora non accetterà di restituire i soldi, si applicherà una autoriduzione. «Calcoleremo la percentuale che si spetta riavere - spiega Gentili - e pagheremo la bolletta su un bollettino in bianco sul conto corrente “manuale”, quello che il Fiora mette a disposizione di chi, ad esempio, perde la bolletta e ha bisogno che il pagamento sia visionato da un addetto». E se qualcuno teme grane, non si preoccupi. «Abbiamo un pool di legali che ci seguono», spiega Gentili.
Per chi volesse partecipare alla campagna di obbedienza civile, sul sito http://acquabenecomunegrosseto.wordpress.com/ ci sono tutte le istruzioni su dove e quando reperire le domande.
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