Il Tirreno

Grosseto

Mazzei: «Gli americani non rispettano gli accordi»

La rinuncia all’utilizzazione del bar da parte della Grosseto Baseball è la punta dell’iceberg di una situazione che potrebbe diventare esplosiva, che riguarda la divisione delle spese

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GROSSETO. La rinuncia all’utilizzazione del bar da parte della Grosseto Baseball è la punta dell’iceberg di una situazione che potrebbe diventare esplosiva, che riguarda la divisione delle spese di gestione tra i soci fondatori e la Carminucci Sports Group.

A renderla pubblica è lo stesso vicepresidente Mazzei, che in queste settimane, dopo la partenza del general manager Darren Harrison Panis (atteso per dare una mano all’organizzazione dell’All Star Game), si è sobbarcato tutto il peso dell’organizzazione, apparso preoccupatissimo di quello che sta accadendo.

«Al momento di mettere in piedi la partnership con la Carminucci - ha spiegato ieri mattina Mazzei - si è stabilito che gli americani avrebbero messo 250.000 euro e noi i restanti 200.000, ma ultimamente le cose non sono andate come previsto. Stanno stravolgendo un po’ le carte in tavola».

Mazzei non gradisce certe frasi del tipo «questo non si paga, quest’altro non si paga», a discapito anche dei rapporti interpersonali. Ne sa qualcosa lo Junior Grosseto che al momento di entrare in franchigia si accordò sulle spese delle trasferte, stabilendo che i ragazzi dell’Ibl 2 sarebbero partiti la domenica mattina solo per le trasferte di Bologna e Nettuno, mentre nelle altre la squadra di Del Santo avrebbe pernottato in hotel. Un accordo disatteso nello scorso fine settimana, con atleti di 17-18 anni costretti ad alzarsi alle cinque per giocare alle 11 a Collecchio, dopo essersi sobbarcati quattro ore e mezzo di pullman.

«Finora hanno pagato qualche albergo - prosegue Mazzei - ma ci vuole maggiore chiarezza e la necessaria garanzia per il futuro. Gli sponsor che abbiamo trovato ancora non coprono ancora la parte di bilancio affidata a noi, ma siamo molto vicini. Siamo in grado di garantire tranquillamente gli stipendi, gli americani però devono rispettare gli accordi».

La partnership, che ha avuto come garanti il sindaco Emilio Bonifazi e il presidente Fibs Riccardo Fraccari, che per primi si sono fidati degli yankee, rischia insomma di esaurirsi solo dopo una stagione oppure la Carminucci intende mantenere le promesse fatte alla citta in sala consiliare? «Non dico questo - risponde Mazzei - la società americana può, come ha detto, garantire un futuro lungo, ma deve farcelo sapere. E ritengo che sarà decisivo l’incontro di sabato 5 maggio tra Chris Carminucci, Pete Caliendo e il presidente Fraccari». Conoscendo il massimo dirigente mondiale, farà la domanda diretta ai due interlocutori. E in questa maniera verrà fugato ogni dubbio.

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