Il Tirreno

Grosseto

Lite fra assessori La giunta inciampa sul pattinodromo

di Emilio Guariglia
Lite fra assessori La giunta inciampa sul pattinodromo

Monaci (lavori pubblici) contro Borghi (bilancio e sport) «Niente ritardi, i miei uffici e la ditta hanno fatto tutto bene»

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GROSSETO. La baruffa si accende in diretta nella sala del consiglio comunale, sotto gli occhi sbigottiti di un gruppo di ragazzini sorridenti arrivati lì per presentare con le autorità il Gran Premio della Liberazione: Giulio Ravasi (ct della Nazionale Allievi di pattinaggio) prima, e poi Morando Bartolini (ex presidente della Polisportiva As Marina) con toni più accesi, criticano a sorpresa il sindaco perché – dicono – la gara quest’anno si farà fuori del pattinodromo causa lavori in corso voluti dal Comune. E il sindaco, infuriato, gira i tacchi e abbandona la conferenza stampa.

Interviene allora il vicesindaco, nonché assessore al bilancio e allo sport Paolo Borghi, che cerca di mediare spiegando che quei lavori sono importanti ma che sono in ritardo «a causa di malintesi tra la ditta esecutrice e il competente ufficio comunale».

Apriti cielo, la diplomazia di Borghi fa l’effetto di quel vecchio detto: “peggio la toppa del buco”. Perché Giuseppe Monaci, assessore al «competente ufficio comunale» (lavori pubblici), se la prende a male. Malissimo. E quello che pareva un banale incidente diplomatico diventa scontro fra colleghi assessori.

«Leggo con sorpresa – attacca Monaci – che in coda alla sciocca polemica generata dall’intervento del signor Morando Bartolini, il vicesindaco ha rilasciato alcune dichiarazioni. Spero siano state male interpretate da chi le ha trascritte, perché la verità è tutt’altra: l’ufficio lavori pubblici in questa vicenda è vittima, le difficoltà di esecuzione dei lavori sono state causate proprio dall’organizzazione di questa gara e noi ci siamo fatti in quattro per risolvere i problemi».

Monaci ricorda che il pattinodromo di Marina è “alla frutta” da anni, «tant’è che lì le gare non si possono fare. Noi già da tempo potevamo usufruire del finanziamento regionale, 30mila euro, e di quello del Comune, altri 60mila, ed eravamo pronti ad appaltare il rifacimento dell’anello interno e la manutenzione su impianti elettrici e infissi. Peccato che per un blocco dovuto a esigenze dell’ufficio ragioneria (assessore Borghi, ndr.) i soldi sono stati resi disponibili solo a dicembre. Considerati i tempi per gli appalti, siamo comunque riusciti a dare il via ai lavori in extremis, il 24 marzo scorso: il 27, tre giorni dopo, avremmo perso il contributo regionale».

E proprio per ragioni di tempo «non era possibile cambiare il progetto ormai approvato. Per ora potevamo fare questo intervento, altrimenti niente. Se dunque il signor Bartolini, come sembra di aver capito, voleva lamentarsi del fatto che con questi lavori non si rimette a posto la parte asfaltata della pista, sappia che ha sbagliato, prendendosi un attimo di protagonismo davanti a un sindaco incolpevole».

Ma il “controsfogo” dell’assessore non finisce qui e punta dritto anche sull’ufficio sport, ancora una volta una competenza del collega Paolo Borghi.

«Iniziando i lavori il 24 marzo, durata minima due mesi, se l’ufficio sport nell’ambito delle sue programmazioni promuove un’iniziativa che si sovrappone ai tempi di apertura del cantiere, deve almeno comunicarlo, ai lavori pubblici».

E al proposito Monaci assicura di avere fatto tutto per bene, nero su bianco. «C’è una nota del nostro ufficio, inviata una settimana fa all’ufficio sport: “sospendiamo i lavori per una settimana”, gli dicevamo, “ma fate attenzione per la messa in sicurezza della manifestazione” visto che il cantiere resta comunque lì. E devo dire che gli organizzatori ci hanno chiamati, e hanno collaborato con noi per sistemare i nastri e rendere tutto sicuro».

Insomma, chiosa Monaci, «noi non abbiamo dato noia a nessuno. Semmai sono loro che hanno dato noia a noi. Dire che potevamo attendere ad avviare questi lavori, significa non aver capito niente. Se la gara si è dovuta correre in strada, non è stato per colpa dei lavori in corso, ma per i problemi strutturali di quella pista. Problemi che ora noi andiamo a sanare, dopo decenni di incuria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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