Il Tirreno

Grosseto

I Comitati aprono il fuoco In 100 fanno causa al porto

di Michele Nannini
I Comitati aprono il fuoco In 100 fanno causa al porto

Valanga di adesioni all’azione contro Marina Management e Promomar Mandato a due avvocati: «Verifica costi e abrogazione delle clausole vessatorie»

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SCARLINO. Cento procure per difendere i propri diritti nelle aule di giustizia. L’assemblea dei comitati “Amici del Porto di Portiglioni” e “Porto Canale” ha fatto registrare alla sala Auser del Puntone il tutto esaurito, con tanti cittadini e utenti del porto costretti a rimanere fuori per l’elevata partecipazione ben oltre le aspettative degli organizzatori, i quali a fine assemblea hanno raccolto circa 100 procure alle liti consegnate agli avvocati Seghi e Falco di Firenze per ottenere il riconoscimento del diritto di verifica dei costi, l’abrogazione delle clausole vessatorie, la restituzione di quello che considerano maltolto.

Sotto accusa la società di gestione del porto di Scarlino Marina Management e la concessionaria Promomar, accusate dai due comitati di una gestione della struttura tutt’altro che ottimale.

«Gli utenti iscritti alle associazioni sono più di 400 con un aumento del 40 per cento da gennaio ad oggi – spiegano i presidenti Giancarlo Cioni e Franco Cipriani – c’è voglia di far valere i propri diritti, riteniamo ci sia mancanza di trasparenza nella gestione, impossibilità di controlli, aumenti ingiustificabili dei costi, un contratto chiaramente vessatorio, insomma tutta una serie di azioni che stanno portando alla morte del porto. Negli ultimi tre anni ci siamo spesi molto puntando sul dialogo e la collaborazione, ma il risultato è un inspiegabile aumento dei costi nonostante la promessa di una loro riduzione, riduzione che avrebbe consentito alla Marina di entrare in una logica di competitività con gli altri porti del territorio. Una situazione insostenibile più volte rappresentata anche alle istituzioni».

L’assemblea dei giorni scorsi ha rappresentato l’inizio della guerra legale fra gli utenti e il porto. «Visto che nemmeno il sindaco si è speso per indurre Marina Management e Promomar ad avere un comportamento trasparente e a rispettare gli impegni presi con gli utenti, non c’erano più alternative. E ben oltre 100 persone hanno firmato una procura alle liti agli avvocati Seghi e Falco di Firenze, presenti per illustrare la strategia legale. Ovverosia il riconoscimento del diritto di verifica dei costi, abrogazione delle clausole vessatorie, restituzione del maltolto. L’atto di citazione in giudizio partirà formalmente nei prossimi giorni, mentre sono tuttora in corso ulteriori adesioni a questa azione collettiva. Una iniziativa che ha uno scopo fondamentale e nell'interesse di tutti: rendere il nostro porto un luogo di amicizia e non più di continue liti – concludono Cioni e Cipriani – più attrattivo e con prospettive economicamente più convincenti, sia per chi lo frequenta, che per chi ci lavora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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