Il Tirreno

Grosseto

Con le armi fanno ostaggi arrestati dopo il colpo

di Enrico Giovannelli
Con le armi fanno ostaggi arrestati dopo il colpo

I due rapinatori avevano pistole false, hanno atteso in banca dipendenti e utenti poi sono scappati dalla filiale con 31mila euro, ma non sono andati lontano

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CASTIGLIONE. Una rapina in banca studiata nei minimi particolari, finita con un inseguimento spettacolare e le manette ai polsi dei due malviventi scappati a bordo di una Lancia Y.

Ieri mattina nella filiale della Cassa di Risparmio di Firenze di Castiglione, impiegati e alcuni clienti hanno vissuto letteralmente una mezz’ora di terrore. Come nel famoso film di “Un pomeriggio di un giorno da cani” con Al Pacino, un rapinatore ha preso in ostaggio almeno una quindicina di persone per poi tentare la fuga con il complice che gli faceva da palo fuori dalla banca. Tutto è iniziato prima dell’apertura dell’istituto, in via Roma sul lungomare accanto alla sede della Croce Rossa, in una zona centralissima. La banca è affacciata sul mare, una volta era una sala da ballo famosissima: sul retro c’è una terrazza, ora chiusa dalla cabine del bagno Il Faro che la circondano. Accedervi non è complicato. Sul vialetto che porta alla spiaggia, fra la banca e la pizzeria da Giacomino, c’è un cancellino di legno facile da scavalcare. Un rapinatore è passato proprio da qui alle prime luci del mattino, e ha tolto il vetro di una finestra aiutandosi con una ventosa. Il malvivente si è così introdotto dentro i locali, aspettando l’arrivo dei primi impiegati e organizzandosi, indossando il passamontagna per non farsi riconoscere e riprendere dalle telecamere. Pochi minuti dopo le otto ha aperto la filiale Laura Mascagni, la prima ad arrivare, che è stata immediatamente bloccata. Fuori intanto il secondo complice in costante collegamento con un bluetooth, teneva d’occhio tutti i movimenti, e avvertiva dell’arrivo dei colleghi bancari, che nel giro di un quarto d’ora sono entrati nell’istituto alla spicciolata. In nove sono caduti nella “trappola”, con il rapinatore armato di una pistola, poi fortunatamente risultata una semplice scacciacani senza il tappino rosso, che però faceva tanta paura. L’arrivo del direttore, e la richiesta di informazioni continue per sapere quando la cassaforte a tempo si sarebbe aperta. Nella rete dei malviventi sono caduti anche alcuni clienti, anche loro ignari di quello che stava accadendo all’interno. Era proprio il direttore, Domenico Sarcoli, ad essere costretto a far entrare le persone dalla porta principale. Qualcuno degli impiegati intanto era stato legato con le fascette da elettricista ai polsi. A tutti era stato sottratto il cellulare e le borse, e fatti sedere in un angolo. La paura montava fra tutte quelle persone, anche perché i minuti passavano e il rapinatore sembrava sempre più ansioso. Ad un tratto – ha raccontato un’impiegata – gli è caduta anche la pistola dalle mani, e il rumore sembrava vero, di metallo, e non di plastica. Insomma, la cassaforte non si era ancora aperta, e i sequestrati aumentavano. A rendere la situazione ancor più drammatica l’arrivo di un vigilante: portava circa 20mila euro per ricaricare il bancomat esterno. I due rapinatori, sempre in contatto fra di loro, lo hanno fatto entrare, con gli impiegati e i clienti molto preoccupati considerando che la guardia giurata era in possesso di un’arma, e potevano fischiare le pallottole se c’era una reazione. Fortunatamente non è successo.

Il vigilante, preso alla sprovvista, ha consegnato il suo contante, che il rapinatore ha messo dentro un borsone sportivo, insieme ad altri 10 mila euro che aveva trovato nei cassetti. A questo punto è scattata la fuga. Il malvivente è uscito da dove era entrato, dalla finestra sul retro ed è salito sull’auto, una Lancia Y blu che lo aspettava fuori. L’altro complice invece, a bordo di uno scooter lo ha raggiunto sul lungomare, e di fronte al bar Skipper i due sono fuggiti in auto verso Grosseto. L’allarme è scattato immediatamente, e una pattuglia dei carabinieri del radiomobile di Grosseto, seguendo le indicazioni dei colleghi di Castiglione, ha inseguito la macchina tra le stradine di Barbaruta, fino a raggiungerla alla Rugginosa dove la Y è finita in un canale di scolo e per Lucio Di Iorio e Simone Ugolini, quarantenni bolognesi specializzati in rapine, non c’è stato scampo: oggi saranno processati per direttissima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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