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«Sembra di stare tra gli ultrà» Offese per la città d’origine

PORTO ERCOLE. È stato lui, il primo a dare l’allarme. Luca Prandini, titolare del locale, non riesce a togliersi quelle immagini dagli occhi. «Sembrava di essere allo stadio - dice - tra due ali di...

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PORTO ERCOLE. È stato lui, il primo a dare l’allarme. Luca Prandini, titolare del locale, non riesce a togliersi quelle immagini dagli occhi. «Sembrava di essere allo stadio - dice - tra due ali di ultrà. Se le davano di santa ragione, non avevo mai visto nulla di simile». Cinture borchiate, poi quel coltello. «Che sicuramente non avevano addosso nel locale - dice - ma che possono anche aver recuperato in auto dopo, quando sono arrivati nel parcheggio». Eppure, dove i ragazzi ballavano per tutta la sera è stata una festa. Quello che è successo fuori dal piazzale del King’s, al di là di quella stradina che dalla Marina porta al locale, è ora al vaglio degli investigatori. I giovani che sono in ospedale hanno parlato con i carabinieri: non sanno nemmeno perché sono stati feriti. «Li ho sentiti offendersi e provocarsi - dice Prandini - ma erano parolacce e accuse generiche. Nulla di preciso». Nessun motivo politico, nemmeno un fatto di donne. Forse, solo un’antipatia reciproca. (f.g.)

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