Il presidio
Cav Domus, il caso fino alla Cassazione
MARINA DI GROSSETO. È arrivata fino alla Cassazione la vicenda giudiziaria della Cav Domus della Canova a Marina di Grosseto, sei villette per la quale vi sarebbe stata una lottizzazione abusiva. Nel...
MARINA DI GROSSETO. È arrivata fino alla Cassazione la vicenda giudiziaria della Cav Domus della Canova a Marina di Grosseto, sei villette per la quale vi sarebbe stata una lottizzazione abusiva. Nel 2009 condanna e confisca per il costruttore in primo grado; nel 2010 assoluzione e prescrizione con revoca della confisca in secondo grado; nel 2012 annullamento parziale senza rinvio da parte della Cassazione. Il Comune di Grosseto, che si era costituito parte civile, aveva ritenuto che al termine del gudizio di appello vi fosse stata omessa «ogni statuizione in ordine alla condanna generica al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese processuali». Una doglianza accolta dalla terza sezione penale della Cassazione che adesso ha portato il processo davanti al giudice civile della Corte di appello di Firenze, che sarà competente per stabilire le sole statuizioni civili.
Ad aprire il caso era stata la polizia municipale, nel 2005. Era finito sotto inchiesta Tomaso Tagliapietra, 35 anni, di Lentiai, in provincia di Belluno, perché non sarebbero state rispettatele caratteristiche della Casa albergo vacanze. Nel 2007, il Comune aveva revocato l’agibilità e l’abitabilità. Il pm Leopizzi aveva chiesto il giudizio e quindi la condanna. Il giudice Puliatti aveva inflitto 9 mesi (pena sospesa e condonata), confiscando il complesso. Quattromila euro la provvisionale riconosciuta al Comune di Grosseto, con danni da risarcire in separata sede, più spese. Tagliapietra si era appellato e Firenze lo aveva assolto perché il fatto non sussiste e aveva dichiarato il non doversi procedere per la residua imputazione relativa alla lottizzazione abusiva, essendo il reato estinto per prescrizione; la confisca del terreno e delle opere costruite era stata reocata. (p.s.)
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