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«Senza ordinanza non ce ne andiamo» Rabbia nella Casbah
Casette alla Feniglia, l’associazione dei residenti non molla «Abbiamo pagato l’Ici, il Comune invece ha violato la legge»
di Claudia Della Verde
ORBETELLO
La parola agli occupanti della cosiddetta “Casbah”. A seguito delle dure affermazioni del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, gli affidatari del terreno di proprietà Orbetellana rivendicano i propri diritti e raccontano la loro versione dei fatti. Contestando in primis l'assenza di un'ordinanza di demolizione, pervenuta sotto la diversa forma di ingiunzione, i rappresentanti dell'associazione Feniglia Storica, creata per riunire le forze dei “proprietari” delle casette nella battaglia legale ai due comuni, si pongono alcune domande sul ripetuto respingimento della richiesta di condono, avvenuto proprio per quell'incompletezza di documentazione di cui gli stessi parlano.
Gli usufruttuari dei capannelli, nel corso degli anni, si erano inoltre offerti di acquistare alcune parti del terreno in concessione, vendute invece ad altri dal comune lagunare -a loro dire - senza averne autorità e hanno avanzato una causa di usucapione, ad oggi ancora in corso. «Non contestiamo il parere del Tar -scrivono - tantomeno quello del Consiglio di Stato. Organi che, nel diniego della sospensiva, a tutt'oggi si sono espressi su di un principio giuridico generale e cioé che, di fronte al pubblico interesse quello privato viene meno, ma quando si arriverà a sentenza si capiranno le motivazioni specifiche». L'opposizione alla demolizione si è dunque concretizzata in un atto indirizzato alla Procura della Repubblica di Grosseto, con il quale vengono posti all'attenzione del magistrato tre pesanti accuse nei confronti delle due amministrazioni preposte. Omissione d’atti d’ufficio, per aver omesso di dare il dovuto seguito, nei termini stabiliti dalla legge alle diverse istanze presentate; abuso d’atti d’ufficio, per aver cercato di ottenere l’abbattimento forzoso dei manufatti, pur in difetto dei titoli legittimanti e, in ultimo, minacce nel paventare un danno ingiusto nei confronti degli occupanti.
Gli associati di Feniglia Storica ricordano come il comune di Monte Argentario, prima di giungere alla demolizione dei manufatti, «abbia chiesto ed ottenuto il pagamento dell'Ici fino a tutto il 2011». Infine, proprio per mettere in chiaro l'esigenza della più completa trasparenza, gli stessi hanno inoltrato una istanza al primo cittadino di Monte Argentario, in data 23 febbraio 2012, per richiedere copia della tanto agognata ordinanza di demolizione. A trenta giorni di distanza, il tempo previsto dalla legge 241 del 1990 per rispondere, hanno ottenuto invece quattro ulteriori inviti allo sgombero. Pertanto hanno demandato al loro avvocato di denunciare l'ente per questa ulteriore disattenzione. «Non vogliamo infrangere la legge, se ci fosse stata un'ordinanza non ci saremmo opposti, chiediamo di poterla vedere».
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