Pensioni, malattie, Imu Gli anziani si sfogano in tv
Un gruppo di over di Barbanella davanti alle telecamere de “L’Italia sul 2” Hanno raccontato le difficoltà affrontate nella vita di tutti i giorni
GROSSETO. La 78enne di Gela suicidatasi dopo la decurtazione di 200 euro alla pensione di reversibilità del marito; la mancata esenzione dal pagamento dell'Imu per chi vive in un ospizio; il dottore che si rifiuta di effettuare la visita per il rinnovo della patente di Margherita Hack perché «90 anni sono troppi».
Bastano queste tre notizie estrapolate dalle cronache a tratteggiare, da diverse angolazioni, uno spaccato dei disagi che in tempo di recessione si riversano maggiormente sui soggetti più deboli come gli anziani. Difficoltà economiche, sociali e, di riflesso, politiche, che sono state analizzate ieri dalla trasmissione di Rai due "L'Italia sul 2" con un collegamento in diretta dal Centro di Barbanella. «Non si chiama più centro anziani - specifica il presidente, Rosario Renzi - perché cerchiamo di raggiungere la maggiore inclusione possibile». Attorno all'inviato, Vittorio Introcaso, una ventina di "over" ha raccontato alcune delle complicazioni che angustiano quotidianamente la loro vita. «Percepisco una pensione di 400 euro - dice Aurora Lo Masto, 82 anni - se la casa dove abito non fosse di proprietà di mia figlia, non so proprio come farei ad arrivare a fine mese». Il "welfare familiare" è sempre stato una delle peculiarità del nostro paese, la novità è che questo sistema è oggi diventato bidirezionale. Genitori e nonni continuano ad aiutare figli e nipoti, secondo i dati di Bankitalia sono circa 480mila le famiglie che hanno sostenuto almeno un figlio convivente che aveva perso il lavoro, ma c'è anche chi, come Renzi, ha 60 anni ed è costretto «a fare da badante a mia madre di 83 anni che da due anni è ferma a letto». E' stato calcolato che dal secondo dopoguerra ad oggi la senilità cominci quindici anni dopo ma «non la si può stabilire precisamente, con un'età di inizio» commenta uno degli ospiti in studio per poi aggiungere che «la vecchiaia indubbiamente esiste, ma non può essere una condanna. La salute è un bene a lungo termine e non consumistico».
Lo spunto però fa scattare la replica sdegnata di un'altra grossetana che, fattasi passare il microfono, ha parlato di se stessa per confutare la riflessione precedente. «Sono una pensionata di 85 anni, soffro di artrosi e di osteoporosi. Perché nonostante i ticket modellati in base al reddito, sono costretta a spendere più di 50 euro al mese per medicine indispensabili?». Eppure tutti sono concordi nel dire che «gli anziani hanno sempre dato al sistema Italia più di quanto abbiano ricevuto, oggi esigono la restituzione del tempo e dei soldi versati». L'esecutivo Monti non sembra aver puntato sulle politiche sociali per rilanciare l'economia se è vero che, tra le righe del decreto di semplificazione fiscale, rimane l'obbligo per gli ospiti delle case di riposo di pagare l'Imu sulla propria abitazione.
«A parte che i miei figli non possono permettersi di mandarmi in una struttura del genere - commenta un altro dei soci del centro di Barbanella - chi ci governa pensa davvero di averci agevolato con il pagamento differito dell'Imu (la prima tranche a giugno, la seconda dopo che verranno stabiliti definitivamente le nuove aliquote ndc)? Si ritarda il pagamento ma la somma è sempre la stessa e per quelli come me, che hanno una pensione di 500 euro, è più difficile programmare le spese e centellinarle come faccio mese per mese».
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