Il Tirreno

Grosseto

Rc Auto, una stangata del 30-40% Ci rimette la virtuosa Maremma

di Matteo Baccellini
Rc Auto, una stangata del 30-40% Ci rimette la virtuosa Maremma

Il decreto liberalizzazioni abolisce le differenze territoriali delle tariffe: penalizzati i grossetani Per chi si trova nella classe di merito 1 e ha provocato meno incidenti, aumenti di oltre 200 euro

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il decreto liberalizzazioni in materia di assicurazioni porta in dote un “regalino” niente male agli automobilisti maremmani. Almeno ai più virtuosi, quelli cioè che si trovano nella classe di merito più bassa, la numero 1, indice di pochi incidenti provocati e di disciplina nella guida. L’aumento previsto è del 30%, con punte possibili del 40, in virtù della parificazione dei costi tra le varie aree geografiche.

In soldoni, significa pagare quasi 200 euro in più per chi finora ne pagava 500 all’anno.

La Federconsumatori. «Purtroppo il recente decreto Monti, nella sua genericità e frettolosità - spiega Giuseppe De Martis, presidente provinciale di Federconsumatori - ha partorito un pesante aggravio di costi per le tasche degli automobilisti maremmani, almeno per ciò che riguarda i vecchi assicurati che si sono distinti nel tempo per prudenza e serietà portando a zero il numero degli incidenti procurati. Della serie: non ho sinistri ma mi punisci lo stesso. Tanto paga pantalone».

Niente più differenze. Niente da ridire, e ci mancherebbe, sull’addio ai risarcimenti per i colpi di frusta o sui premi per chi invece installerà la nuova scatola nera sulla propria auto. La questione spinosa nasce nell’abolizione delle differenze territoriali delle tariffe. «Non si capisce perché il governo abbia stabilito che le tariffe Rc Auto di massimo sconto dovranno essere eguali per tutto il territorio nazionale - prosegue il presidente di Federconsumatori - Tale procedura viene presentata come qualche cosa che farà risparmiare i cosiddetti automobilisti virtuosi. Ma è chiaro che non è così. Premesso che in Italia la copertura è più costosa e parecchio che nel resto di Europa, l'intenzione di eguagliare i premi assicurativi per gli assicurati virtuosi si avrà solo con un bilanciamento tra i costi più cari e quelli meno cari attualmente in vigore tra le varie province».

Il salasso. Ed ecco il salasso per i guidatori maremmani, storicamente, assieme a quelli senesi, considerati tra i più virtuosi della Toscana.

Per un'autovettura di 14 cavalli fiscali assicurata per un massimale di 6 milioni di euro, 5 per danni alla persona e 1 per danni a cose o animali, classe di merito universale 1, attualmente il premio assicurativo ammonta a Grosseto a 532 euro, calcolato sulla media delle principali compagnie. Il premio scende a 460 a Massa Marittima, Manciano, Isola del Giglio, diventa di 480 euro a Orbetello e 500 a Follonica. «Per lo stesso tipo di assicurazione Rc auto a Bologna il costo è di 703 euro, a Roma 799 euro, a Milano 554 euro, a Reggio Calabria 824 euro, a Napoli euro 1.385», spiega la Federconsumatori.

Un calcolo più o meno rapido porta la media della tariffa, uniformata dunque e senza più fasce territoriali, per una classe di merito 1, ad almeno 750 euro su Grosseto. Con un aumento di 200 euro, che è superiore addirittura in altre realtà della provincia. Tutto, per colpa, di città in cui di risarcimenti per incidenti arrivano a punte del 40%: cioè ogni 10 incidenti, ci sono 4 richieste di risarcimento per danni alla persona. Mentre in Europa siamo al 10%.

Divario. Un netto divario che è conseguenza della divisione italiana in “zone tariffarie”. «Furono volute dalle compagnie di assicurazione. Loro non regalano nulla, per una questione di equità - spiega De Martis - non volendo spalmare sull'insieme nazionale degli assicurati dei costi che si presentavano e si presentano in modo diverso da regione a regione, da provincia a provincia e addirittura da comune a comune».

Ma è chiaro che resta una penalizzazione non da poco per tutti quegli automobilisti della provincia che hanno causato zero incidenti negli anni. «I pensionati delle colline dell’Amiata si troveranno di fronte ad aumenti ingiusti e del tutto spropositati - conclude De Martis - Oltre tutto quella della liberalizzazione è un’operazione che non consentirà di risparmiare niente, caso mai distribuirà in maniera arbitraria i costi sugli utenti. Il montepremi assicurativo rimarrà infatti lo stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani