Il Tirreno

Grosseto

Royal Tuscany appesa a un filo Quaranta giorni per il concordato

La corte d’appello deciderà a maggio sull’opposizione presentata dal Monte dei Paschi di Siena Giallo Previmoda: i soldi non sarebbero ancora stati versati, oggi un incontro con la proprietà

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GROSSETO. Ancora 40 giorni di tempo, prima di sapere cosa ne sarà della proposta di concordato preventivo per Royal Tuscany Fashion Group. E un giorno invece, per chiarire e fugare le preoccupazioni delle vestaglie azzurre che oggi incontreranno l’imprenditore Andrea Barontini, per discutere del fondo previdenziale Previmoda.

Sono giorni di incontri e riunioni nella grande fabbrica di via Senese, dove i dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria.

Il piano industriale di Abbigliamento Grosseto è stato presentato, le cifre ci sono, ma all’appello mancherebbe il pagamento del fondo previdenziale che la società aveva chiesto di rateizzare. E poi c’è il concordato, dove ancora non è stata messa la parola fine dopo l’omologa da parte del tribunale di Grosseto.

Ieri si tenuta la prima udienza dell'appello proposto dal Monte dei Paschi di Siena contro la decisione del tribunale fallimentare di Grosseto di omologare la proposta di concordato preventivo che riguarda la società che è stata titolare della Mabro dall'estate del 2008 al febbraio dello scorso anno, quando Abbigliamento Grosseto, che navigava in pessime acque, passò in mano al gruppo pratese Marcolana della famiglia Barontini.

Ieri mattina, a Firenze, Royal Tuscany si è costituita in giudizio depositando le proprie memorie, a difesa dell'omologazione del concordato e sostenendo, di fatto, che in ogni caso ci sono i numeri per confermare l'omologazione, anche per soddisfare al 100 per cento il credito milionario vantato dal Monte dei Paschi di Siena. I legali dell'istituto di credito hanno chiesto alla corte di appello di trattenere la causa in decisione e di concedere i termini per depositare le memorie di replica. Il giudice, dunque, ha concesso al Monte dei Paschi di Siena altri 20 giorni per replicare alle memorie depositate dai legali di Royal Tuscany, e ha concesso anche altri 20 giorni alla società ex proprietaria di Mabro per poter replicare. Di fatto, dunque, tutto resta sospeso fino ai primi di maggio, quando si terrà la seconda udienza e, a quel punto, dovrebbe esserci una decisione sull'omologa o meno del concordato preventivo. Se il giudice dovesse dare ragione al Monte dei Paschi e non dovesse confermare il giudizio di omologa del primo grado, per Royal Tuscany sarebbe il fallimento che avrebbe, come prima ripercussione, la perdita del posto di lavoro dei 24 dipendenti della società, attualmente in “affitto” ad Abbigliamento Grosseto.
I dipendenti seguono questa questione con il fiato sospeso.

I vertici di Abbigliamento Grosseto, che sta cercando di traghettare la Mabro fuori da una crisi ormai decennale, oggi incontreranno i dipendenti per capire cosa sia successo con il fondo complementare. La prima rata sarebbe dovuta essere pagata la scorsa settimana, ma il fondo, ad ora, pare non abbia ricevuto quel bonifico. Soldi, comunque, che Abbigliamento Grosseto aveva già messo in preventivo dall’inizio dell’attività.

Enrico Pizzi

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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