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Cade intonaco in cucina Palazzo storico inagibile
La struttura è del 1600, lì aveva abitato San Paolo della Croce I vigili del fuoco mettono i sigilli a una stanza dell’appartamento
ORBETELLO. Un palazzo storico, nel centro della cittadina lagunare. Qualche lavoro di restauro e l’intonaco che viene giù.
I vigili del fuoco ieri, a più riprese sono andati a controllare cosa era successo in quel palazzo cinquecentesco che si affaccia su via Carducci all’angolo con via Roma. I proprietari dell’appartamento al secondo piano avevano fatto dei lavori che hanno creato qualche danno all’abitazione al piano di sotto. Dopo i controlli dei vigili del fuoco, è stata dichiarata inagibile la cucina dell’appartamento e ora la segnalazione verrà fatta al Comune della cittadina lagunare. Nessun danno alla struttura portante, nessun problema al solaio del palazzo. Solo un po’ di intonaco caduto dopo quei lavori che probabilmente non sono stati fatti a regola d’arte. Perché quel vecchio palazzo che si trova nel centro di Orbetello ha una storia di tutto riguardo: tutelato dalla Soprintendenza, in quelle stanze ha vissuto Agnese Grazi e ha dimorato per qualche tempo anche San Paolo della Croce.
Basta fermarsi sulla via e girare la testa verso la targa che campeggia sull facciata del palazzo per rendersi conto di trovarsi di fronte a una costruzione cinquecentesca che rappresenta il cuore della storia orbetellana. «La targa è stata offerta dal Lions proprio per ricordare la storia straordinaria di questo palazzo - spiega lo storico Emilio Cagnoli - perché la vicenda di Agnese e San Paolo della Croce è come quella di San Francesco e Santa Chiara».
San Paolo, fondatore del convento dei Passionisti a Santo Stefano, si fermava a dormire in quella casa quando andava a trovare i malati del San Giovanni di Dio. «L’ospedale - prosegue Cagnoli - era lì dove ora ci sono le scuole, e il santo si fermava spesso dai Grazi che lo aiutarono anche economicamente a fondare il suo convento». La sua discepola, era quella ragazza che abitava nel palazzo, Agnese Grazi, nata nel 1703 e morta solo 41 anni dopo. «In quel palazzo - aggiunge Cagnoli - c’era anche una chiesetta privata, una stanza era adibita per la preghiera». Poi le cose sono cambiate e il palazzo, che è sempre rimasto di proprietà privata, è stato trasformato in abitazioni. Ma sempre sotto la tutela delle Belle arti. Per fortuna, i danni provocati dai lavori sono contenuti. E presto, chi abita al piano di sotto, potrà anche tornare ad utilizzare la cucina.
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