Il Tirreno

Grosseto

Tbc, un nuovo caso in città È la madre del sedicenne

di Matteo Baccellini
Tbc, un nuovo caso in città È la madre del sedicenne

Il giovane dell’est Europa era stato ricoverato al Misericordia la settimana scorsa Dopo i test di Mantoux al polo Bianciardi, è risultata positiva soltanto la donna

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Tutto in famiglia, purtroppo o per fortuna. Una settimana dopo il ricovero del figlio sedicenne, malato di tubercolosi dopo essere stato contagiato dal padre, è toccato anche alla madre del giovane essere ricoverata al Misericordia di Grosseto, nel reparto di malattie infettive.

Sollievo da una parte: il ceppo della malattia non si è diffuso a scuola. Un aspetto che tranquillizza tutti gli studenti della terza del Bianciardi, compagni di classe del sedicenne e di chi è entrato in contatto con loro. Che da venerdì scorso, assieme agli insegnanti, sono stati controllati scrupolosamente dai medici dell’Asl attraverso la punturina nell’avambraccio del test di Mantoux. Quarantacinque minuti di procedura per verificare il contagio, più l’attesa di almeno un paio di giorni per il responso.

Resta la preoccupazione dall’altra, per una vicenda di contatti familiari che fa salire a tre il numero di malati, di varia entità, sotto lo stesso tetto, nel giro di poche settimane.

La certezza assoluta ancora non c’è, ma gli esami ai quali è stata sottoposta la donna, e soprattutto i sintomi (tosse, i problemi ai polmoni evidenziati dalle lastre, la febbre alta) non lasciano dubbi. Da ieri anche per la donna, della famiglia dell’est europeo, residente a Grosseto, è scattato il ricovero ospedaliero. Cure forti a base di antibiotici, che dureranno almeno sei mesi, come prevede il rigido protocollo anti tubercolosi: a breve sarà sottoposta a una nuova radiografia per valutare l’evolversi della situazione polmonare. Anche il figlio, un ragazzo molto in gamba a scuola come ricordava la preside, resta ricoverato anche se le sue condizioni sono in miglioramento rispetto alla settimana scorsa, grazie agli stessi antibiotici.

La madre del sedicenne era stata messa sotto sorveglianza sanitaria già nelle settimane scorse, quando il padre aveva contratto per primo il batterio Mycobacterium tubercolosis. Ma in quella circostanza e anche quando il figlio sedicenne era stato contagiato dal padre, non aveva manifestato sintomi. Evidentemente il contatto ravvicinato tra le mura amiche, precedente al ricovero del figlio, ha aumentato la forza del batterio nel suo organismo proprio nei giorni in cui, stranamente, il giovane era ricoverato nel reparto di malattie infettive: un batterio, ricordiamolo, che si trasmette per via aerea attraverso, per esempio, semplici colpi di tosse.

A quanto pare il livello di contagiosità della malattia della madre di famiglia è piuttosto basso: il figlio piccolo della coppia è stato risparmiato dal contagio. E tutto lascia supporre che le cose non cambieranno, evitando di chiudere il triste cerchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATAe

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera