Il Tirreno

Grosseto

Felicioni senza dubbi «Pronto a lasciare San Lorenzo Servizi»

di Maurizio Bernardini

Oggi si decide sull’incompatibilità del consigliere-architetto «Se dovrò scegliere, resto in Comune. Clima da Gestapo...»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Sai cosa le dico? Se continua così tolgo il disturbo». Queste le parole dell'architetto Massimo Felicioni, capogruppo della lista civica Grosseto oggi in consiglio comunale.

Il riferimento è alla polemica nata per un presunto conflitto d'interessi del professionista a causa del doppio ruolo ricoperto, consulente della società partecipata San Lorenzo servizi e, appunto, consigliere comunale. Il caso, sollevato anche durante l'ultima riunione del consiglio, portò ad un acceso scambio di accuse tra l'esponente della civica e il sindaco Emilio Bonifazi. Fu proprio al termine di quella convulsa mattinata che l'architetto chiese l'intervento della quinta commissione, garanzia e controllo. All'incontro, previsto per oggi, dovrebbe partecipare anche il presidente della San Lorenzo servizi Luca Merelli, oltre naturalmente al segretario generale dell'ente Mario Venanzi. Sarà il parere di quest'ultimo ad essere vincolante per l'intera vicenda. Se il segretario dovesse propendere per la palese dichiarazione di incompatibilità dei due ruoli ricoperti da Felicioni il politico sarebbe costretto, oltre ogni dichiarazione preventiva, a mollare uno dei due incarichi. E poi resterebbe infatti da valutare la posizione del professionista nei dieci mesi che sono intercorsi dalla sua elezione in consiglio ad oggi.

Architetto, ha chiesto lei stesso l'intervento della quinta commissione.

«Si, e dico subito che sono pronto, nel caso, a farmi da parte. Ma sia chiaro: se tolgo il disturbo lo faccio dalla San Lorenzo servizi e non certo dal Comune. Lì continuerò a far sentire la mia voce».

Cosa sta accadendo?

«Non capisco questo clima da Gestapo, pensi che sono stati chiesti persino i documenti pregressi riguardanti tutte le mie consulenze con la San Lorenzo. Mi pare veramente un'azione eccessiva che non comprendo. In ogni caso preferisco sacrificare una parte del mio lavoro, rimetterci come professionista ma onorare il mandato che mi è stato dato dalla gente».

Secondo lei c'è un accanimento nei suoi confronti?

«Non so, certo è strano che si discuta di questo proprio mentre chiedo chiarimenti sulla gestione delle società partecipate».

Cosa ci attende?

«Ci sarà una riorganizzazione, come sanno tutti. Anche se non ho visto nemmeno un progetto, ma solo sentito tante chiacchiere. Ad ogni modo credo si arriverà a colpire alcuni soggetti, come appunto la San Lorenzo, una realtà che può vantare l'ottimo lavoro di un bel gruppo di professionisti. Spero solo che i servizi rimangano dello stesso livello».

La discussione in consiglio comunale riguardo la sua incompatibilità fu veramente accesa…

«Invitai semplicemente il sindaco a comportarsi come il buon padre di famiglia, spendendo bene le risorse di tutti. Mi rispose in malo modo».

Poi però arrivò la telefonata di scuse…

«Sì, e sul piano umano va bene così. Ma sul versante politico le divergenze, così come le mie osservazioni, restano intatte».

C'è qualcosa che le piace dell'attuale governo della città?

«Sì, l'assessore all'ambiente Tei si sta muovendo bene. Non ho problemi a dirlo pubblicamente. Tutto il resto è discutibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani