La Iacomelli assegna le nuove deleghe Ma è guerra totale
Pd contro maggioranza, Pdl contro l’intero centrosinistra a Gavorrano la politica continua a macinare veleno
GAVORRANO. Ci sono cose che, nonostante tutto, non cambiano. Ad esempio, la politica a Gavorrano: carica di veleni, di sguardi rivolti al passato ma pur sempre in fibrillazione.
Così capita che mentre la nuova guida del Comune, Elisabetta Iacomelli, già vice dell’ex sindaco, rimpasta la giunta, le varie forze in gioco tornino a puntarsi l’indice l’una contro l’altra per l’incerta situazione amministrativa.
C’è il Partito democratico che incalza la maggioranza, la risposta immediata di quest’ultima e il Pdl che si infila nel mezzo, attaccando tutte e due le forze del centrosinistra che da anni ormai quassù sono in rotta di collisione.
«Gavorrano, dopo sessant’anni di Sinistra al potere, non meritava davvero quest’ultima sciagura», dicono dal centrodestra. Parliamo della decadenza di Massimo Borghi, per ineleggibilità.
«Lo avevamo detto nel primo consiglio comunale, inascoltati come sempre: non si trattava di un “disguido burocratico” ma di una “violazione della legge”», continua la nota pidiellina.
In ogni caso, ora tutte le forze politiche hanno preso una posizione ufficiale sulla vicenda. E mentre ci si interroga sui “perché” di questa situazione, la Iacomelli sta portando avanti il suo compito, ridistribuendo le deleghe che Borghi si era tenuto per sé, ovvero urbanistica, personale, turismo, cultura e polizia municipale.
La vicesindaco si è tenuta le ultime due, l’urbanistica è andata a Nicola Menale (già titolare di ambiente, innovazione tecnologica e sport), il turismo ad Alessio Murzi (lavori pubblici, attività produttive e caccia) e infine il personale all’assessore esterno al bilancio Gianfranco Mazzi.
Tutto risolto quindi? No. Infatti, dopo il botta e risposta con il centrosinistra gavorranese, il Pd torna a chiedere «chiarezza rispetto agli eventi che hanno coinvolto l'amministrazione».
I democratici e la loro coalizione (Idv e Fds) «ritengono che gli unici organi superiori da scomodare sono le comunicazioni istituzionali verso tutti i consiglieri comunali e, di conseguenza, verso tutta la cittadinanza».
Il Pd vuole così mettere il punto dopo le polemiche della scorsa settimana. Ed è in questo contesto che il Pdl entra nel dibattito.
«Il perdurare dell’accesa conflittualità tra diversi gruppi di potere all’interno del Pd locale, rappresenta una delle cause primarie di quanto sta accadendo fin dal 2009». A parere del Pdl questi veleni nella sinistra gavorranese nascondono radici ben più profonde. «Le questioni “interne” (al Pd, ndc) si affrontano e si risolvono “dentro il partito” e non – come da quattro anni a questa parte – utilizzando le pubbliche istituzioni per far valere l’una o l’altra parte».
Insomma, tra accuse reciproche e spaccature, le cose non sono cambiate poi molto dai temi caldi (programmi a parte) della campagna elettorale 2011.
Gavorrano tornerà alle urne tra oltre un anno. Tempo per chiarire e andare avanti ce n’è.
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