Il Tirreno

Grosseto

Stato di agitazione al porto Cgil: «No ai licenziamenti»

di Alfredo Faetti
Stato di agitazione al porto Cgil: «No ai licenziamenti»

Scarlino, radicale cambio di orientamento di Marina Management Il sindacato Filcams si dichiara indisponibile a ogni forma di trattativa

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SCARLINO. I licenziamenti al porto turistico di Scarlino sono qualcosa in più rispetto ad un semplice spettro. Sono una realtà che sembra potersi concretizzare nel giro di poco.

Per questo lungo i moli della struttura è stato dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori. Quanto meno, quelli associati alla Filcams Cgil, che attraverso una nota fa sapere di non essere disposta «a trattare nessun licenziamento». Ma se questa, ad ora, è l’unica sigla sindacale ad entrare con forza nella discussione, dall’altra parte occorre dire che dall’assemblea di giovedì al Puntone è uscita una posizione compatta dei lavoratori di Marina Management, la società che nella struttura fa capo a tutto ciò che riguarda la zona portuale (che è diversa dalla parte a terra e dal cantiere). Tant’è che, dal momento e se verranno ufficializzati i licenziamenti, non sono da escludere forme di protesta, sciopero incluso. Lo scenario ovviamente non è dei migliori. A parte le indiscrezioni, non c’è ancora un numero (neanche ufficioso) di quanti saranno i licenziamenti. L’azienda nel suo incontro con le rsa aziendali ha parlato di un «licenziamento collettivo», che equivale ad almeno cinque posti di lavoro. Questo secondo incontro tra le parti è stato una vera doccia fredda per i dipendenti di Marina soprattutto perché in quello di due settimane fa, la vicenda sembrava aver preso tutt’altra piega. La società, dal canto suo, non ha mai nascosto di essere in difficoltà, anche lei attanagliata dalla morsa della crisi globale. Ma a febbraio aveva annunciato alle sigle sindacali che non ci sarebbe stata una ristrutturazione del personale per far fronte ai problemi, ma soltanto una riorganizzazione.

Nell’ultimo tavolo, però, la situazione si è capovolta. Per questo la Filcams Cgil è intervenuta con una posizione netta: «non siamo disposti a trattare neanche su un licenziamento». Bensì, il sindacato si rende disponibile «a concertare l'utilizzo di ammortizzatori in deroga previsti dall'attuale legislatura vigente o ad eventuali ricollocazioni del personale all'interno dell'azienda». Insomma, alla vigilia della stagione turistica, la situazione nel porto di Scarlino è più calda che mai. «Abbiamo ricevuto mandato dai lavoratori iscritti alla nostra organizzazione sindacale di attuare lo stato di agitazione dalla data odierna – conclude la Cgil - e contemporaneamente  ci riserviamo di rivendicare i diritti dei lavoratori nei modi e nelle sedi opportune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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