«Politica morta, cerco idee su Facebook»
L’ex presidente della Provincia, il pitiglianese Gentili, apre un profilo per raccogliere impressioni in vista delle elezioni
PITIGLIANO. Da qualche giorno l’ex presidente della Provincia, il pitiglianese Stefano Gentili ha aperto uno spazio su Facebook dedicato alle prossime elezioni amministrative che interesseranno il comune di Pitigliano. Abbiamo colto l’occasione per un’intervista.
Gentili, è rientrato in politica?
«No, per carità. Dalla politica intesa in senso classico sono fuori da anni e il mio stato di salute non consente alcun impegno diretto. Ciò non toglie che sia interessato, da cittadino, alle sorti del paese nel quale vivo, anche se in modo abbastanza appartato».
Come è nata, allora, l’idea di aprire uno spazio su Facebook dedicato alle elezioni di Pitigliano?
«È nata per ascoltare e parlare, dialogare con tutti senza barriere di alcun tipo. Per organizzare una specie di coesione cittadina fatta di parole. Senza la parola, c’è la barbarie. Senza il logos, la parola pensata, il ragionamento, c’è solo il polemos, la guerra di tutti contro tutti».
E a Pitigliano?
«A Pitigliano siamo al polemos. Non si parla pubblicamente, ci si organizza in piccoli gruppi convinti di avere in tasca la lampada di Aladino e si scavano le trincee per una guerra immaginaria».
La politica come sta agendo?
«E quale politica? A Pitigliano la politica è defunta da tempo. I partiti non ci sono o non si vedono. E quel poco che c’è è chiuso a riccio e non ha la capacità di svolgere il compito proprio della politica».
E quale è questo compito?
«Politica è la capacità di saper vedere tutte le forze vive disponibili e di saperle collegare. Come diceva un grande scrittore e filosofo, Romano Guardini, è l’arte di riunire uomini liberi in un libero lavoro associato, di gettare un ponte tra posizioni antitetiche, sintetizzare in una grande unità i diversi punti di vista e opinioni».
A Pitigliano, invece?
«A Pitigliano, la poca politica che c’è non fa il suo mestiere. E anche questo ha condotto a una vera e propria balcanizzazione, se è vero, come si dice, che i gruppi che si incontrano per formare eventuali liste, tra cui anche spezzoni di partiti, sono 5 o 6 e nessuno, o quasi, ha intenzione di confluire con altri. Persone rispettabili, ma per così dire “indisposte”. Siamo in condizioni di gravissima instabilità. E questo nuocerà alla democrazia e al paese».
Allora?
«Allora è un problema molto serio. Con l’apertura di una bacheca di dialogo su Facebook, nata di getto domenica 26 febbraio, abbiamo provato ad offrire un contributo catalizzatore a tutte le forze in campo. Dico “abbiamo”, perché ho avviato io l’iniziativa, ma essa è di tutti quelli che sono diventati amici e partecipano».
È una supplenza?
«No, non lo è, anche se le carenze della politica rischiano di farla diventare tale. Non lo è, perché, pur rimanendo ancora i partiti la struttura fondamentale attraverso la quale si articola e aggrega il consenso, ma da noi non è così, essi non esauriscono le modalità con cui i cittadini possono partecipare alle decisioni fondamentali: i referendum, i movimenti, i blog, e appunto la piazza elettronica come la nostra, sono altre forme di questa partecipazione. Aggiuntive, non alternative alla politica praticata dai partiti. Ma se questi non fanno il loro mestiere… è un vero problema. E poi rivolgendosi, per la natura di Facebook, ad una platea prevalentemente giovanile, la speranza è che proprio dai giovani venga un forte contributo di idee e disponibilità. Vengano soprattutto persone e parole nuove».
Solo giovani?
«Giovani sì, ma che, muniti di entusiasmo e idealità, sappiano anche comprendere che è opportuno convergere con persone più esperte in campo amministrativo, delle professioni o associazioni. Allora la politica, in senso nobile, uscita dalla porta, inizierebbe a rientrare dalla finestra».
Come sta andando la pagina Facebook? Quanti hanno accettato o chiesto amicizia?
«La cosa mi ha sorpreso e un po’ turbato. Oggi siamo a 368 e ogni giorno ci sono nuove, spontanee, adesioni. Alcuni amici sono già intervenuti dicendo cose interessanti e lo faranno di nuovo; altri spero che vorranno dire la loro. Comprendo anche che ci sono persone che non se la sentono di scrivere ma alle quali piace seguire dibattiti, prese di posizioni, magari segnalando la propria presenza con un semplice “mi piace”. E va bene così».
Nomi per il ruolo di sindaco sono usciti?
«Nomi no, ma qualche profilo inizia a delinearsi. Il più gettonato per ora è: donna, giovane ma non giovanissima, che sta tra la gente in posizione di ascolto, competente e disponibile, capace di sognare».
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