Una sottoscrizione per pagare l’avvocato
La mamma di Jasmin lancia l’appello, la decisione su futuro della bimba nelle mani di Addimandi
GROSSETO. Con un’udienza lampo di pochi minuti il presidente del Tribunale Michele Addimandi, si è preso tre mesi di tempo per esprimersi in merito alla separazione dei genitori di Jasmin e, soprattutto, sull’affidamento della bambina. La prossima e decisiva udienza è stata fissata per il 12 giugno ma, prima di quella data, le parti dovranno aver consegnato le rispettive memorie scritte in base alle quali Addimandi prenderà ogni decisione. Arrivata appositamente da Milano per presenziare al processo, l’avvocato Laura Cossar, legale della madre Parisa Arefi Doost, ha brandito l’articolo 15 del regolamento comunitario 2201 del 2003, noto come Bruxelles due bis, per “conferire” al palazzo di giustizia maremmano il diritto ad avere l’ultima parola sul destino della bambina. Infatti su iniziativa dei giudici di un paese europeo «con cui il minore abbia un legame particolare», la causa può essere trasferita all’ «autorità giurisdizionale di un altro Stato membro soltanto se esso è accettato da almeno una delle due parti». Dando per scontato che Parisa ed i suoi legali sarebbero ben felici di affrontare il processo in Italia e non in Germania, tutto ruota intorno al “legame particolare” che Jasmin ha con i due paesi. Entro venerdì verrà depositato anche il ricorso in Cassazione contro il provvedimento di rimpatrio della bambina, mentre sulla madre pende il rischio di un mandato di arresto internazionale. «Aspettiamo di sapere dall’avvocato Ravel (legale della donna in Germania) se Parisa sia stata incriminata con l’accusa di rapimento di minore e se sia stata emessa nei suoi confronti la richiesta di estradizione». Ieri a Grosseto non c’era il padre Peter Rainer Paeplow, rappresentato dall’avvocato Beatrice Tuliani. Parisa non ha ancora ottenuto il patrocinio gratuito per Cossar, «fino ad oggi non ha voluto un euro», ma per affrontare il processo ha già speso circa 5mila euro. «Mi sono dovuta rivolgere a quattro avvocati e pagare di tasca mia le traduzioni degli atti visto che li mandano solo in tedesco. Ho venduto persino parte della mobilia di casa, ma da sola non ce la faccio ». Per questo motivo attraverso Il Tirreno rilancia la richiesta di un sostegno economico. Chi volesse effettuare una donazione può farlo sul conto corrente bancario 6666.60 - Monte dei Paschi di Siena, filiale di Roccastrada. (l.s.)
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