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l’appello

«Senza credito delle banche le aziende non decollano»

GROSSETO. Le carte ora sono scoperte, e tra qualche giorno a ogni capitolo del piano industriale della Mabro verrà aggiunta una cifra precisa. Poi arriveranno anche gli investitori. Ma quello che...

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GROSSETO. Le carte ora sono scoperte, e tra qualche giorno a ogni capitolo del piano industriale della Mabro verrà aggiunta una cifra precisa. Poi arriveranno anche gli investitori. Ma quello che Abbigliamento grosseto ha lamentato più volte, la mancanza di credito da parte delle banche, non è un problema che riguarda soltanto la fabbrica delle vestaglie azzurre.

La situazione è critica dappertutto, in Maremma.

«Se le banche non faranno qualcosa - dice Fabio Della Spora, segretario della Femca Cisl - la Maremma rischia la paralisi. Questo ragionamento non riguarda soltanto la Mabro, ma tutte le aziende del territorio».

Una situazione, insomma, che rischia di paralizzare l’economia di un territorio che ora più che mai ha bisogno di una spinta, di un sostegno economico. Gli imprenditori, agli sportelli bancari bussano. Ma le risposte che ricevono sono poche, nonostante che la Bce abbia aperto le casse e riversato qualcosa anche in Italia.

Ma in Maremma, il problema sembra proprio questo: da una parte aziende che vogliono andare avanti, che, come Abbigliamento Grosseto, cercano una strada per restare sul mercato e, perché no, crescere. Dall’altra le banche che rispondono picche e che concedono poco.

«È un cane che si morde la coda - aggiunge il sindacalista - perché tanti maremmani hanno contratto mutui e finanziamenti con gli istituti di credito. Se chiudono le aziende, se non si sostiene la loro crescita, allora, bisogna mettere in conto anche la possibilità di chiusura di queste stesse aziende». E il punto è proprio questo: se le aziende chiudono, anche le banche saranno destinate a perdere clienti e a rivedere i loro piani.(f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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