Il Tirreno

Grosseto

Piano alternativo dei trasporti

di Enrico Pizzi
Piano alternativo dei trasporti

Presentato dai sindacati contro i tagli della Tiemme: «Ma la società non l’ha preso in considerazione»

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GROSSETO. Ugl trasporti e Faisa Cisal critici sui tagli al trasporto pubblico locale fatti da Tiemme in provincia di Grosseto. «Attenti solo a risparmiare, senza pensare all'utenza» dicono, presentando un progetto alternativo che sarà portato all'attenzione di palazzo Aldobrandeschi.

I responsabili dei due sindacati non ci stanno alle decisioni rimpallate tra la Provincia di Grosseto e azienda Tiemme e hanno già chiesto un incontro con l'assessore Fernando Pianigiani. All'assessore ai trasporti della provincia di Grosseto, ma anche a quello di Siena, Ugl e Faisa Cisal presenteranno un piano alternativo di riorganizzazione del trasporto pubblico locale che, nella provincia di Grosseto, «consentirebbe di tagliare 600mila chilometri – dice il segretario provinciale di Faisa Cisal Paolo Masserizzi – utilizzandone la metà per ripristinare corse che Tiemme e Provincia hanno eliminato».

Il principio che sia Masserizzi che il segretario regionale dell'Ugl Trasporti Giuseppe Dominici, cercano di far passare è che certe scelte dovrebbero essere fatte sentendo chi, davvero, conosce le corse che gli autobus fanno e potrebbe dire con esattezza quali sono i rami secchi e quali, invece, le realtà da salvare perché c'è un'utenza o perché c'è da evitare che territori re paesi lontani dai maggiori centro abitati, restino isolati a lungo durante la giornata.

Ed è proprio ascoltando gli autisti, i colleghi, e verificando tutto su carta e su computer, che le due organizzazioni sindacali avevano preparato una proposta, un'ipotesi di lavoro che avevano consegnato ai tecnici dell'azienda.

«Evidentemente – dice Masserizzi – abbiamo commesso un errore e ci siamo rivolti agli interlocutori sbagliati, perché in provincia di Grosseto la nostra proposta non è mai arrivata, l'assessore non ne sa nulla, deve essere rimasta in qualche cassetto dell'azienda». Il risultato, secondo Ugl Trasporti e Faisa Cisal, è una riorganizzazione che taglia corse senza attenzione per l'utenza.

Alcuni esempi che i sindacati fanno sono la corsa delle 15 da Massa Marittima a Follonica, soppressa, che mette in difficoltà tante donne che lavorano nei negozi della città del Golfo e che adesso debbono utilizzare l'autobus strapieno delle 15.50, facendo pure tardi a lavoro. Oppure l'autobus della mattina, che portava una quarantina di studenti da Gavorrano a Gavorrano scalo per prendere il treno.

Per non parlare della zona sud della provincia che per Dominici ormai «è ridotta, da un punto di vista dei trasporti, al di sotto dei minimi termini». E al presidente di Tiemme, Marco Simiani, che ha sostenuto che le scelte sono state concordate con i sindacati, Ugl Trasporti e Faisa Cisal rispondono che non è vero. Dominici afferma che non solo loro non sono stati sentiti, ma che non gli risulta alcun assenso, in forma ufficiale, dato da alcuna sigla sindacale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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