Bilancio in pareggio all’ex Mabro Barontini soddisfatto
Ora si pensa al piano industriale per i prossimi anni “Fasonisti” e investitori interessati all’azienda
GROSSETO
Il bilancio sarà presentato tra una quindicina di giorni, ma i numeri della Mabro sono già tutti nero su bianco. E dopo anni di gestioni “sofferenti”, Abbigliamento Grosseto chiude il primo anno dell’era Barontini in pareggio. Rispettando le previsioni fatte dall’imprenditore pratese un anno fa appunto, quando ha rilevato la fabbrica di via Senese.
Un pareggio che avrebbe potuto essere una vittoria, se la stagione invernale fosse finita nei tempi normali. Quattro milioni e mezzo i ricavi in bilancio, uno e mezzo in meno rispetto alle previsioni. «Un dato parzialmente drogato - spiega Andrea Barontini - dal fatto che le collezioni primavera estate sono state consegnate in ritardo rispetto alle previsioni. Manca all’appello un milione e mezzo che sarà messo nel bilancio del 2012. La stagione invernale è durata di più e i nostri clienti hanno chiesto una consegna posticipata. Le vetrine della primavera estate non sono ancora state realizzate». Non fosse stata colpa del meteo, quindi, Barontini avrebbe centrato l’obiettivo dei sei milioni di euro previsti dal piano industriale. «Un fatto, questo che ci dà la conferma che l’azienda - aggiunge - ha le gambe per andare avanti bene». Quello che manca è un po’ di liquidità che le banche del territorio ancora oggi non hanno voluto concedere, nonostante il prodotto finanziario messo a disposizione dell’imprenditore pratese da Fiditoscana, deliberato e già pronto, che può essere suddiviso tra le banche.
Basta leggere il bilancio, o almeno la bozza, per farsi un’idea che i conti fatti da Barontini tornano. Quasi tre milioni di spese sono stati sostenuti per i dipendenti, 350mila euro per le spese generali, mentre la parte commerciale ha pesato per centomila euro. «Con una gestione oculata ce l’abbiamo fatta a rimettere in piedi quest’azienda che ora ha bisogno di un piccolo innesto finanziario, prima che si firmino gli accordi con i nuovi partner - spiega l’imprenditore - Quello che vogliamo è mettere la Mabro nella condizione di viaggiare sulle sue gambe».
Centocinquantamila euro sono stati spesi per gli affitti del capannone e del ramo d’azienda, mentre l’incidenza degli oneri finanziari si aggira sui sessantamila euro.
E ora, nell’ufficio dell’imprenditore, si lavora al nuovo piano industriale, che sarà presentato a breve. Un piano industriale che contiene una previsione. Per continuare sulla strada intrapresa mancano ancora quei due milioni di euro che le banche non hanno voluto concedere. Gira gira, si torna sempre lì. «L’azienda 12 mesi fa era morta e c’era chi stava sul fiume ad aspettare il cadavere - aggiunge Barontini - ora queste persone possono anche tranquillamente rivolgersi altrove». Non è soltanto ottimista, Barontini. È solo realista.
«Abbiamo due anni di tempo per ristrutturare l’azienda con il minor taglio di personale possibile - aggiunge - e questo possiamo farlo grazie alla preziosissima collaborazione con le rsu e con i sindacati. Il mercato di fascia alta vuole abiti su misura e sartoriali che siamo in grado di realizzare. Anche i fasonisti si sono fatti di nuovo avanti e questo ci dà ottime speranze».
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