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Accoltellato fuori dal locale Style chiuso per otto giorni

GROSSETO A inchiodare i titolari dello Style alle proprie responsabilità sulla gestione della rissa del 12 febbraio scorso è arrivato il suggello della Questura che ha sospeso la licenza del locale...

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A inchiodare i titolari dello Style alle proprie responsabilità sulla gestione della rissa del 12 febbraio scorso è arrivato il suggello della Questura che ha sospeso la licenza del locale per otto giorni.

Quel sabato notte, fuori dal discobar adiacente l’ippodromo del Casalone, un 23enne di Grosseto, Andrea Rossi, fu accoltellato a un braccio e a una gamba dopo un parapiglia che vide fronteggiarsi un gruppo di italiani e uno di albanesi. Furono esplosi due colpi di pistola in aria e due albanesi di 23 e 25 anni sono finiti in carcere con le accuse di lesioni aggravate, detenzione di armi e scoppio pericoloso.

Oltre agli autori materiali del gesto la Divisione amministrativa e sociale della Questura ha ritenuto corresponsabili pure gestori e personale dello Style. Negli ultimi mesi si erano verificati altri episodi simili ma di minor entità e, nonostante i buttafuori fossero intervenuti al primo accenno di rissa cacciando dal locale i ragazzi albanesi, evidentemente qualche inadeguatezza è stata riscontrata. A partire dal fatto che ai due arrestati, già visibilmente ubriachi, si sarebbe continuato a dare da bere. Per finire con la richiesta di intervento delle forze dell’ordine che sarebbe stata tardiva.

«Ce lo aspettavamo e non faremo ricorso – dice uno dei titolari dello Style – è una misura preventiva che viene applicata in tutti i locali dove succedono fatti di questo genere».

Secondo l’ex articolo 100 del Tulps (Testo unico leggi pubblica sicurezza) il questore può sospendere la licenza di un esercizio «che sia abituale ritrovo di persone pericolose», nel quale «siano avvenuti gravi disordini o che costituisca un pericolo per la sicurezza dei cittadini». Non si tratta quindi di un automatismo ma di una facoltà alla quale Laratta ha deciso di ricorrere.

«Ma il nostro comportamento, per ciò che potevamo fare, è stato inappuntabile. Agli ubriachi non solo non diamo da bere ma nemmeno li facciamo entrare. Abbiamo dei vigilantes privati che sono intervenuti subito mentre i buttafuori non potevano agire diversamente. Paradossalmente se qualcuno di loro avesse provato a fare l’eroe, avrebbe rischiato, oltre all’incolumità, anche una denuncia». «Io personalmente ho chiamato il 113 – racconta Elisa Pocceschi, dipendente del locale – ma siccome non rispondeva nessuno ho avvertito il 112».

Il locale riaprirà l’8 marzo con selezione all’ingresso, metal detector e personale di sicurezza raddoppiato. «Una situazione così non era preventivabile e sfido chiunque a dire che avrebbe agito diversamente. Evidentemente Grosseto non è più l’isola felice di un tempo».

Lorenzo Santorelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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