Si sposta la colonna i lavori sponsorizzati da alcune ditte locali
Via alle operazioni di fronte al Duomo per realizzare lo scivolo che consentirà l’accesso anche ai disabili
GROSSETO
Non esistono cittadini di serie b. Poter fruire, liberamente, del proprio luogo di culto è un diritto inalienabile che tutti dovrebbero poter vantare. Non sempre però questo avviene.
Nel caso del Duomo di Grosseto sono stati necessari più di dieci anni per giungere, almeno questa è la speranza, ad una parità di trattamento per tutti i credenti.
È prevista infatti per oggi quella che dovrebbe essere l'ultima conferenza dei servizi dedicata alla realizzazione dell'oramai famosa rampa di accesso per i disabili.
Tutto dovesse andare per il verso giusto i lavori potrebbero partire già nelle prossime settimane, molto probabilmente prima di Pasqua. Ma quali dunque le questioni ancora in ballo? Risolto il problema legato alla proprietà della colonna de' Bandi che, come confermato da delibera della giunta risulta «al momento collocata su suolo comunale e da considerarsi ed annoverarsi tra i beni del patrimonio dell'Amministrazione», l'ultimo passaggio previsto è quello della formalizzazione di un impegno, da parte della Curia vescovile, in cui la stessa si obbliga ad assumersi spese e responsabilità necessarie alla realizzazione dello spostamento dell'antico pilastro adiacente al Duomo.
Un'operazione inevitabile per poter installare, finalmente, la rampa di accesso alla cattedrale. Ecco che giunge indispensabile la disponibilità di risorse finanziarie: dove trovare i denari necessari a completare il tutto? Pare che alcune ditte locali si siano già rese disponibili a sponsorizzare lo spostamento della colonna, senza gravare sulle casse della Curia. Un modo intelligente di farsi pubblicità contribuendo, concretamente e non solo a parole, alla realizzazione di un'opera meritoria.
Altre realtà imprenditoriali, con ogni probabilità, si faranno ben presto avanti: «sono, per fortuna, ancora oggi numerosi i cittadini sensibili a questo genere di problemi» ricorda fiducioso don Franco Cencioni.
Naturalmente anche il Comune è pronto a dare una mano: la legge Bucalossi consente all'ente municipale di deviare sulle opere pubbliche, dunque anche a carattere ecclesiastico, una porzione delle imposte frutto delle urbanizzazioni. «Faremo la nostra parte lavorando, come sempre, in sinergia con la Curia» ha assicurato convinto il sindaco Emilio Bonifazi.
Presto partiranno i lavori e l'entrata secondaria, quella tramite la sacrestia, resterà, agli occhi dei disabili, solo un ricordo.
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