Il presidio
Pinzuti: «Rifiuti, il ciclo va chiuso Necessario anche l’inceneritore»
La segretaria spiega la posizione del Partito Democratico: «Con l’impianto di Strillaie e il cdr la nostra area ha tutto. Rigore verso Scarlino Energia, ma nella Piana non basta il turismo»
GROSSETO
Va chiuso il ciclo dei rifiuti, anche con l’inceneritore. Lo dice con chiarezza la segretaria del Partito Democratico, Barbara Pinzuti, guardando oltre la fase attuale. Anche se poi è la stessa Barbara Pinzuti che, nella veste di assessore a Follonica, contro l’inceneritore ha fatto ricorso al Tar. E ora l’impianto è fermo...
«La gestione del ciclo integrato dei rifiuti – dichiara la segretaria provinciale del Pd, Barbara Pinzuti – è notoriamente questione delicata, ma oggi abbiamo un quadro complessivo all’interno del quale poter consolidare le scelte di governo del territorio. La gara in corso per individuare il gestore unico dell’Ato Toscana sud si dovrebbe concludere entro il primo semestre 2013, e nel frattempo lavorerà a pieno regime l’impianto di selezione, compostaggio e produzione di Cdr realizzato da Futura Spa a Grosseto, in località Strillaie. Sempre nello stesso periodo, l’Ato Toscana sud rivedrà il Piano interprovinciale dei rifiuti, per omogeneizzare le previsioni e definire meglio la rete impiantistica. A partire dal 4 maggio, infine, il Consiglio di Stato discuterà il ricorso di Scarlino Energia avverso la sentenza del Tar della Toscana, che su istanza del Comune di Follonica e di alcune associazioni ha sospeso il funzionamento dell’impianto».
In questo quadro in evoluzione, il Pd ritiene prioritarie alcune scelte, sulle quali costruire percorsi condivisi con amministratori, forze politiche, cittadini e imprese.
«Il primo obiettivo è quello della riduzione dei rifiuti, investendo in educazione e formazione per un consumo critico ed un nuovo modo di fare la spesa da parte dei cittadini. L'altro è quello di differenziare e finalizzare il rifiuto tramite un aumento progressivo della percentuale di raccolta differenziata, oggi ferma in provincia a poco più del 28%, avendo cura che questa sfoci in reali processi di riciclo dei materiali. Il tema dei costi non è una variabile indipendente, ma – aldilà delle diverse tecnologie disponibili – è fondamentale imprimere un senso di marcia più marcato in termini ambientali. Pertanto diventa fondamentale la questione dell'impiantistica, verso cui finalizzare la raccolta differenziata. In questo senso centrale sarà il ruolo che potrà giocare l’impianto delle Strillaie, oggi fondamentale per produrre Cdr e compost di qualità, ma che ha le potenzialità per essere aggiornato con nuove linee produttive che valorizzino l’organico tramite un biodigestore anaerobico mentre l'indifferenziato e gli scarti della piattaforma di selezione potrebbero essere trattati in un apposito impianto di riciclo; il granulato che se ne ottiene infatti potrebbe essere utilizzato per manufatti edili e plastici da finalizzare alla vendita. Sappiamo anche che per quanto si lavori in un'ottica di riduzione e riciclo,rimarrà comunque una parte destinata all'incenerimento e, in ultima istanza, alla discarica. Quanto all’inceneritore di Scalino quindi, nel ribadire il valore dell'area industriale della piana , consapevoli che il comparto industriale e manifatturiero rappresentano una risorsa all'interno di un sistema economico integrato, dove turismo e commercio sono voci importanti ma che non bastano da sole a garantire occupazione buona, diffusa e stabile, sapremo dal Consiglio di Stato se si renderanno necessari aggiornamenti tecnologici piuttosto che la revisione della procedura di Via. In quest'ultimo caso, o se Scarlino Energia decidesse di avanzare nel frattempo una nuova richiesta di autorizzazione, questa dovrà essere esaminata con il massimo rigore, ma anche con la certezza dei tempi del procedimento. Occorrerà anche rafforzare il sistema dei controlli pubblici con un coinvolgimento delle comunità e dei loro rappresentanti».
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