Le misure costeranno tremila euro in più
GROSSETO L'agricoltura incide su poco meno del 3 per cento del Pil. Perché dunque il settore deve concorrere a saldare un decimo del costo complessivo dell'intera manovra economica? E' questa una...
GROSSETO
L'agricoltura incide su poco meno del 3 per cento del Pil. Perché dunque il settore deve concorrere a saldare un decimo del costo complessivo dell'intera manovra economica? E' questa una delle tante domande che si pone il mondo agricolo. E' questa disparità che fa gridare alla vessazione. E' dentro questi numeri la cifra, stimata in tremila euro, che mediamente ogni singola impresa agricola dovrà pagare in più rispetto allo scorso anno. La questione, come detto da molti durante la giornata, è politica. Ma sono molti i politici che si sono tenuti alla larga. Tra le centinaia di partecipanti, infatti, sono pochi quelli che solitamente affollano "i palazzi". In rappresentanza del Comune di Grosseto è presente l'assessore allo sviluppo rurale Giancarlo Tei che, presa la parola, avverte immediatamente: «Dobbiamo evitare una guerra tra poveri. Con l'Imu l'agricoltura subisce un salasso. Deve essere tolta». Poi attacca Roma: «Non ho mai visto un Governo che cerca di spaccare le associazioni ed i sindacati e lascia ai Comuni l'onere di scegliere chi muore»; e Firenze: «La legge sul rischio idraulico va rivista, ci sono una marea di interventi bloccati». Sulla stessa lunghezza d'onda l'altro assessore allo sviluppo rurale, quello provinciale, Enzo Rossi: «Estendere a tappeto il divieto di edificare è una bischerata, si deve tornare subito indietro. Non tra sei mesi. Non si può paralizzare un territorio. La crisi viene da lontano, dalle speculazioni internazionali. Il fatto è che l'agricoltura non può delocalizzare. Oggi è il momento di far pagare chi non paga. I sindaci sbagliano quando si lamentano dei controlli della Gdf». Sulla questione è intervenuto, con una nota, anche Amedeo Gabbrielli di Fare Grosseto: «La tassa sui fabbricati rurali danneggia pesantemente l'agricoltura, chiediamo di rivedere il provvedimento».(m.b.)
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