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Ravi resta senza medico protestano gli abitanti

GAVORRANO   Bivio di Ravi chiede il nuovo medico, il sindaco di Gavorrano si attiva, l’Asl di Grosseto risponde picche. Il problema riguarda la normativa contrattuale, che ha cambiato la...

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GAVORRANO

  Bivio di Ravi chiede il nuovo medico, il sindaco di Gavorrano si attiva, l’Asl di Grosseto risponde picche. Il problema riguarda la normativa contrattuale, che ha cambiato la riorganizzazione dei dottori negli ambiti locali.

Ma andiamo per ordine e partiamo dagli abitanti della piccola frazione gavorranese, che hanno fatto recapitare i propri disagi sulla scrivania del primo cittadino Massimo Borghi dovuti al pensionamento del dottor Rossi e alla variazione del medico generico curante.

I residenti di Bivio di Ravi chiedevano il subentro di Irene Carli, al posto di Rossi, e il sindaco ha contattato l’azienda sanitaria per avere dei chiarimenti. «La dottoressa Carli è un medico che attualmente può effettuare esclusivamente sostituzione di altri medici di famiglia già convenzionati, ma non può essere medico di famiglia».

Preciso e coinciso, il direttore generale dell’Asl Fausto Mariotti spiega i motivi di questo rifiuto, dovuto anche a questioni normative. «Inoltre, in aderenza con quanto previsto dalla vigente normativa contrattuale, gli ambiti territoriali di assistenza primaria dell’Asl 9 di Grosseto coincidono con l’ambito di competenza di ciascuna zona distretto e non più con il semplice territorio comunale». Mariotti scende nel dettaglio di questo aspetto. «Alla fine del 2011 per il distretto delle Colline Metallifere sono cessati per pensionamento due medici che svolgevano la loro attività in ambulatori situati nel territorio del Comune di Gavorrano, avendo in carico complessivamente 2822 assistiti. Gli altri tre medici che attualmente operano nel territorio sono contrattualmente in grado di assorbire 3157 scelte».

Per di più, a Gavorrano, «risulta adeguatamente servito con riguardo al numero di ambulatori di assistenza primaria attualmente aperti: si tratta di dieci ambulatori di cui tre dell’Asl e sette del Comune». Ciò non toglie che l’azienda, spiega Mariotti, non cerchi di migliorare quanto più possibile il servizio offerto. Infatti, «per favorire la copertura più ampia possibile del territorio gavorranese e garantire l’assistenza ai residenti, l’Asl ha stimolato di recente la costituzione di una associazione in rete cui hanno aderito sei medici che svolgono la loro attività negli studi di Bagno di Gavorrano, Caldana, Bivio Ravi, Giuncarico, Castellaccia, Grilli, Gavorrano, Scarlino, Puntone, Scarlino Scalo».

E «i costi di questa opzione completamente a carico dell’azienda, con dei vantaggi per i cittadini», tipo «la distribuzione territoriale degli studi associati non vincolata da una sede unica, il collegamento informatico reciproco degli studi medici associati» e «l’impegno da parte di ciascun aderente a svolgere la propria attività assistenziale anche nei confronti degli assistiti degli altri medici qualora il medico scelto dall’assistito non fosse immediatamente disponibile».

Tanto spiega Mariotti.

Ma Borghi va incontro anche ai suoi cittadini: «è comprensibile ed umano un iniziale disagio e disorientamento degli assistiti, dovuto alla cessazione dei due medici di famiglia ed alla conseguente scelta di altri medici che svolgono attività in ambulatori ed in orari diversi».

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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