Confesercenti: no alla tassa di soggiorno
L’associazione attacca l’amministrazione Bizzarri: «Riduce notevolmente la nostra competitività nel settore turistico »
SCARLINO
«No alla tassa di soggiorno a Scarlino». La bocciatura categorica questa volta non arriva dall’opposizione o dagli operatori, ma da Confesercenti, che in una nota attacca l’amministrazione di Maurizio Bizzarri, «che in questa scelta sembra essere il più solerte», come dice la stessa associazione. Infatti il governo scarlinese ha già ipotizzato l’introduzione della nuova imposta già da tempo, come mezzo per contrastare la crisi che potrebbe mettere a rischio i servizi nel settore turistico. Ipotesi ribadita anche nei giorni scorsi, quando Bizzarri, rispondendo alle accuse del Pdl, ha spiegato che quella di soggiorno servirebbe anche per non far aumentare le altre tasse. Una strada a quanto sembra già segnata, insomma, che però va in direzione opposta rispetto a quella che vorrebbe Confesercenti. «Abbiamo in più occasioni riferito le ragioni della nostra contrarietà alla tassa di soggiorno, - si legge nella nota dell’associazione - e alla buona notizia che il Comune capoluogo della nostra provincia non l’applicherà almeno per l’anno 2012, così come altri Comuni turistici importanti come Castiglione della Pescaia il cui sindaco si è espresso in modo contrario all’applicazione della stessa tassa, altri Comuni stanno perseguendo la scelta opposta indebolendo l’offerta del territorio da loro amministrato in un quadro di competitività sempre più complesso». Quello di Scarlino in primis, appunto. «L’applicazione della tassa di soggiorno ridurrà competitività all’interno di un sistema internazionale, gli operatori hanno lavorato costantemente ad un’offerta sempre più qualificata come punto di forza del comparto e la tassa di soggiorno potrebbe vanificare gli sforzi raggiunti». Anche perché, come tiene a sottolineare Confesercenti, gli stessi operatori hanno già i loro problemi. «Non dimentichiamo inoltre che questo settore (turismo ndc) è gravato da un’Iva più alta rispetto ai nostri competitori stranieri, e cosa altrettanto importante sono i contratti già chiusi per la prossima stagione turistica con i tour operator». In ogni caso, comunque, difficile pensare che l’amministrazione di Scarlino torni sui suoi passi rispetto all’imposta. «Se proprio deve essere applicata la tassa di soggiorno, chiediamo un tavolo di confronto per capire le modalità e i criteri utilizzati per la quantificazione dell’imposta e quelli utilizzati per la ripartizione delle entrate derivanti a favore dei servizi turistici comunali» continua l’associazione. Incontro che Bizzarri ha già chiarito ai farà, occorre sottolineare. Tra l’altro, conclude Confesercenti, c’è un aspetto in cui il Comune scarlinese cadrebbe in contraddizione. Riguarda il nuovo sito per la promozione del territorio a servizio del turismo (www.turismointoscana.it), «a cui abbiamo voluto avvicinare gli operatori associati con corsi di formazione e incontri con Fondazione Toscana». E in questo senso «il Comune di Scarlino sceglie, ripercorrendo gli errori del passato, scelte frammentate, mentre il sito vanta un numero molto importante di visitatori».
Alessandro Faetti
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