Italia
La cultura piange Gessani Prof trovato morto in casa
Ha animato la vita culturale della città: sua la raccolta di firme contro Gianninoni Studioso di Platone, con Francesco Tarsi ha ideato la rassegna Estate Rosellana
di Francesca Gori
GROSSETO
Di lui si ricorderanno non soltanto le pagine dedicate a Platone, l’amore per l’estetica e le aule dell’università di Roma Tre affollate di studenti. Di lui si ricorderà soprattutto quella battaglia condotta con la passione della sapienza come sapere per la cultura in città. A partire dalla raccolta di firme contro l’allora assessore Alfio Gianninoni.
Alberto Gessani, 65 anni, è morto ieri mattina nella sua casa di via Trento dove viveva con la moglie e i due figli. L’ultima cosa che ha fatto il professore di filosofia estetica è stato entrare in bagno e chiudere dietro di sé la porta a chiave. Poi un tonfo e il silenzio dietro quella porta. La moglie e i figli lo chiamavano, lui non rispondeva. Dalla telefonata al 118 all’arrivo nella casa di via Trento sono passati pochissimi minuti. Sono dovuti arrivare anche i vigili del fuoco per aprire quella porta e scoprire il corpo del professore, disteso per terra. Ucciso da un malore. Il magistrato, oggi, firmerà il nullaosta. Gessani sarà cremato, del servizio se ne occuperà l’azienda funebre Gabrielli. I funerali non sono ancora stati fissati.
Da qualche tempo Gessani aveva smesso di partecipare alla vita culturale della città. Aveva avuto qualche problema di salute che aveva portato il professore a scegliere una vita più ritirata. Ma i suoi collaboratori, le persone che con lui avevano condiviso un percorso di lettere e vita, gli erano rimasti vicini. «Ci siamo conosciuti proprio in occasione di quella contestazione a Gianninoni - ricorda Francesco Tarsi, regista e collaboratore del professore - con la morte di Gessani la città perde davvero tanto». Il professore era schivo, ma si faceva amare da tutti. «Le sue lezioni all’università erano sempre affollate aveva molto carisma. E soprattutto aveva idee innovative che hanno fatto scuola. Per fare un paragone, Gessani era come Garimberti, quello che li rendeva differenti era solo la popolarità televisiva». Nato a Massa Marittima, Gessani arebbe compiuto tra meno di un mese sessantaciqnue anni. Nella sua lunga carriera universitaria ha pubblicato libri e saggi e ultimamente aveva concentrato le sue ricerche su Platone e Aristotele che aveva portato sul palcoscenico dell’Estate Rosellana insieme a Tarsi, a partire dai primi anni ’90. Poi l’allontanamento dalle scene, l’attaccamento alle aule dell’università e l’more per la sua famiglia. Che ora dice addio a uno dei più grandi intellettuali maremmani. Uno che ha scritto sull’enciclopedia la voce dedicata a Luciano Bianciardi.
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